L'eclissi solare del 2026 dal lungomare di Sutivan, sull'isola di Brac

10 giorni in Croazia: Zagabria, Dalmazia e l’isola di Brač

Sul molo di Sutivan, al tramonto del 12 agosto, un centinaio di persone guardava il cielo con il telefono alzato mentre un uomo guardava la sua lenza. Sopra di lui la luna stava mangiando il sole. Il cielo era diventato di un rosso senza altre sfumature e lui controllava l’esca, ricaricava la canna ed aspettava. Così, se dovessi spiegare questi 10 giorni in Croazia con una sola scena, impiegherei quella: il rumore tutt’intorno, e qualcuno che continua a fare il suo mestiere.

Questo itinerario non segue la rotta classica. Abbiamo scelto la capitale e la Dalmazia centrale: Zagabria, Zara, Šibenik, Spalato e l’isola di Brač, con l’auto noleggiata a metà viaggio. Plitvice e Dubrovnik restano fuori: sono viaggi a sé, e con otto tappe in nove giorni non si fanno a metà. Il parco di Krka, invece, c’è, e ti dirò perché non regge il confronto con Plitvice. 

Dieci giorni sul calendario, nove vissuti: siamo atterrati a Zagabria all’1.30 di notte e siamo ripartiti da Spalato alle 22 del nono giorno. In mezzo, due Croazie che sembrano due paesi: l’interno introverso e tignoso, la costa estroversa ed euforica. Le tiene insieme una cosa sola: le bandiere ovunque, e il modo in cui la gente parla del proprio paese. Qui nessuno si sente piccolo.

Zagabria e Plesivica: la Croazia introversa

Giorno 1: caffè amaro, vespe sull’anguria ed un tunnel fresco

La prima notte è servita solo a dormire. Il primo giorno vero comincia al Cogito Coffee, nella Città Bassa: una delle migliori torrefazioni del paese, ed infatti il caffè è forte, intenso, amaro, lontanissimo da quello a cui siamo abituati. Costa circa 4€ e non lo riprenderei, non perché sia sbagliato ma perché da italiano ho imparato che il caffè si beve solo a Napoli, al massimo in Italia. Pochi passi e siamo in piazza Ban Jelačić, il confine invisibile tra Città Bassa e Città Alta, e da lì pochi gradini portano al mercato di Dolac. La scena che ricordo è minuscola: gente che sceglie la frutta senza scomporsi mentre migliaia di vespe banchettano sulle fette di anguria esposte.

Il mercato in piazza Bana Jelacica, Zagabria. L'immagine delle vespe che banchettano sull'anguria è forse la cosa più curiosa dei 10 giorni in Croazia
Piazza Bana Jelacica a Zagabria, la prima tappa del nostro viaggio di 10 giorni in Croazia

Zagabria non ha un museo di rilievo, e lo dico senza giri di parole. Il Museo delle Relazioni Interrotte però mi ha divertito: oggetti donati da tutto il mondo, ognuno con la sua storia. Io mi sono portato via una gomma per cancellare con la scritta “bad memories erase”. 

Più su, la chiesa di San Marco ha un tetto di tegole bianche, blu, rosse e nere che disegnano gli stemmi di Croazia, Dalmazia, Slavonia e della città. Non è la vivacità a lasciarti fermo, è la precisione, maniacale su quella superficie. La Cattedrale, invece, era sotto le impalcature: le due guglie si vedono lo stesso, il resto no.

Dettaglio dei mosaici sul tetto della Cattedrale dell'Assunzione della Beata Vergine Maria, Zagabria
I colori della Cattedrale dell'Assunzione della Beata Vergine Maria, Zagabria

All’ora di pranzo abbiamo fatto quello che fanno gli zagabresi ad agosto: ci siamo rifugiati nel tunnel Grič, nato come rifugio antiaereo in tempo di guerra. Fuori c’erano circa 30 gradi; appena entrati, un benessere immediato: fresco, si respirava. Negli slarghi ci sono sedute ricavate nel muro, e lì ragazzi che leggono o ascoltano musica. Ci siamo seduti anche noi.

Tunnel Gric, rifugio antiaereo ed ora collegamento cittadino nel centro di Zagabria. Il primo assaggio storico del nostro viaggio di 10 giorni in Croazia
Un dettaglio urbanistico della città alta di Zagabria

Nel pomeriggio la Città Bassa cambia registro: stile e architetture completamente diverse, un’anima mitteleuropea di epoca asburgica che si legge nei palazzi, nelle piazze e nei viali alberati. Ci siamo fermati a Zrinjevac, una piazza-parco dove la gente giocava, ascoltava musica o stava semplicemente stesa all’ombra: l’abbiamo fatto anche noi, dopo un’intera mattinata di cammino. 

Poco più in là l’Esplanade Zagreb Hotel, costruito nel 1925 per i viaggiatori dell’Orient Express da Parigi a Istanbul, dice l’opulenza del quartiere, e a due passi dalla stazione il Giardino Botanico è un’oasi verde con un ponticello di legno nella parte giapponese.

I giardini di piazza Zrinjevac, a Zagabria
Giardino Botanico a Zagabria, una bella oasi di verde durante i 10 giorni in Croazia

La sera, via Tkalčićeva: di giorno è un luogo turistico, senza giri di parole, ma dopo il tramonto la riempiono gli zagabresi a passeggio. Cena al Taste of Balkan, ćevapi a 12€. Anche a tarda ora, tra i locali pieni di giovani, non abbiamo mai avvertito insicurezza.

Giorno 2: la collina del vino e la prima pietra bianca

Colazione in un bar con i tavolini in piazza, cappuccino e cornetto (stavolta ho ordinato bene), e poi la costa, con una sosta a meno di un’ora dalla capitale: Plešivica, la regione del vino alle porte di Zagabria. Lasciata l’autostrada il paesaggio si fa subito più vivo: poche costruzioni, vigneti sulle colline, strade dolci e piene di curve. Abbiamo scelto la cantina Jagunić, nota per il Traminer e per i vini biologici: degustazione in terrazza, sei vini bianchi con una struttura che non mi aspettavo e un tagliere di salumi e latticini locali. Trenta euro a testa, tagliere compreso.

Regione di vini nei pressi di Zagabria. Degustazione presso la Cantina Jagunic. Una bella novità durante in nostri 10 giorni in Croazia
Regione di vini nei pressi di Zagabria. Degustazione presso la Cantina Jagunic

Poi tre ore e mezza di strada verso Zara, e il paesaggio cambia a vista. Dopo circa un’ora e mezza compare il primo tratto di pietra bianca; il verde dell’interno si consuma, la vegetazione si abbassa. È la Dalmazia che comincia.

Zara: la città dove il mare suona

Zara ci ha accolto al tramonto con il rumore che le colline non ci avevano preparato: motorini che sfrecciano, auto in coda in cerca di parcheggio, gitanti sbarcati dalle barche delle escursioni giornaliere. Il centro storico è una stratificazione senza cuciture: il Foro romano, il cemento funzionale del dopoguerra socialista, brutto senza appello, accanto a un palazzo veneziano in pietra bianca. 

I vicoli del centro storico di Zara
Palazzi in pieno stile sovietico nel centro di Zara. Il contrasto architettonico di Zara è stato un elemento di grande rottura visiva nei 10 giorni in Croazia
Gente a passeggio sul lungomare di Zara Edin primo piano lo spettacolo delle bolle d'acqua

Cena al Ristorante Bruschetta, sul lungomare: pesce, un calice di vino, un contorno, circa 35€ a testa. Prezzi medio-alti, cucina valida.

Quella sera era in corso il Full Moon Festival, la Noć punog miseca: la Riva a lume di candela, e sul palco i Perpetuum Mobile, una cover band pop-rock. Ma è tardi, dopo tutta quell’energia, arriviamo all’Organo Marino. Non si vede: lo senti prima di capirlo. Una melodia calda, ritmata dalla forza delle onde, incessante, elastica. Ci siamo stesi sui gradoni di marmo, e siamo rimasti lì a farci cullare.

Il giorno dopo, colazione davanti al Foro romano, con la chiesa di Sant’Anastasia e il suo campanile alle spalle: cappuccino, mai caffè. Poi l’escursione in gommone prenotata su GetYourGuide, quattro ore per 20€, otto persone a bordo. L’ho scelta apposta: i gruppi da cinquanta o sessanta persone mi sembrano una mandria al pascolo, e quelle da sette ore le avrei sofferte

Prima tappa Ošljak e le sue calette, con l’acqua che passa dal cobalto all’azzurro al verde: lì il tempo lo passi in acqua. 

Il mare sull'Isola di Ugljan, di fronte Zara. Una delle cartoline dei 10 giorni in Croazia
Il mare sull'Isola di Ugljan, di fronte Zara
I sentieri sull'Isola di Ugljan, di fronte Zara
Il mare sull'Isola di Ugljan, di fronte Zara

Poi Preko, sull’isola di Ugljan: un bar sul mare, una pedana che entra in acqua e, davanti, l’isolotto di Galevac con un monastero francescano ancora attivo. Ci sono arrivato a nuoto.

L'isolotto di Garlovac di fronte Isola di Ugljan.

Al tramonto siamo tornati sui gradoni, ed è stata un’altra cosa. Il blu verso il cobalto, il giallo che passa all’arancione e poi a un rosso pungente, un rosso che non avevo mai visto. Intorno nessuno parlava: chi steso a occhi chiusi, chi a caccia dello scatto, chi leggeva, chi guardava l’orizzonte. Con quella luce il suono mi è sembrato diverso: è una sensazione mia, non una misura. È il suono che mi porto dietro, più di ogni altra cosa, da questi 10 giorni in Croazia.

Il tramonto sui gradini dell'Organo Marino a Zara è forse il momento che resta nel cuore dei 10 giorni in Croazia
Il tramonto sui gradini dell'Organo Marino a Zara. Il suono del mare su quei gradini ha accompagnato i nostri 10 giorni in Croazia
Il pontile del lungomare di Zara al tramonto

A pochi passi c’è il Saluto al Sole, l’installazione luminosa: non mi ha entusiasmato e non l’ho fotografato.

Sibenik, Primosten e Krka: la costa senza ressa

Da Zara a Šibenik c’è circa un’ora di autostrada, e l’impressione arriva prima del centro: anche la periferia, di solito la parte meno curata di una città, è in ordine. Il lungomare è semplice e bello, con le barche attraccate e la città vecchia adagiata sul crinale verso la Fortezza di San Michele. Abbiamo dormito all’Hotel Jadran, sul lungomare, 90€ a notte, e qui devo essere preciso: non ha rispettato le foto del sito. Arredi vecchi e, in camera, niente aria condizionata fissa: un condizionatore portatile con un tubo da far uscire dalla finestra, portata d’aria insufficiente, e con la finestra aperta il fresco se ne andava subito. Ad agosto è stato il punto più basso di questi 10 giorni in Croazia.

Abbiamo compensato subito a Primošten. Alla spiaggia di Mala Raduča si arriva attraversando una pineta che finisce sul mare, e si apre una piccola spiaggia di sabbia bianca dai molti blu (parcheggio 10€ per cinque ore, ombrellone e due sdraio 20€).

Il mare di Mala Raduca a Primosten
Spiagga Mala Raduca a Primosten nel viaggio di 10 giorni in Croazia

La sera ci siamo tornati per il paese, costruito su una piccola isola oggi unita alla terraferma. Il punto più bello è il più inatteso: il cimitero in cima, da dove si vede il tramonto sul mare e sulle isole, camminando tra le tombe. Aperitivo sul mare, con il sole rosso fuoco, i bagnanti rientrati e una sola barchetta di pescatori ancora ormeggiata al molo, prima della pesca notturna; poi cena al Bistro Mila Fenc, 40€ a testa.

Panorama al tramonto dal cimitero di Primosten. Sullo sfondo le isole del parco nazionale delle Isole Kornati. Una delle cartoline dei nostri 10 giorni in Croazia
Veduta della baia davanti Primosten dalla terrazza del Cimitero del paese
Il tramonto a Primosten, uno dei momenti più belli dei 10 giorni in Croazia

Il giorno dopo, Krka. Ingresso da Lozovac, 40€ a testa: venti minuti a piedi in discesa all’andata, navetta gratuita al ritorno. Ho visto Plitvice molti anni fa e il paragone non regge. Forse c’entra il caldo, ma lo sforzo non è compensato da aspettativa e costo. Le passerelle immerse nell’acqua, le cascatelle, le terrazze sono belle, e davanti alle cascate principali la potenza della natura si sente. Manca la sequenza interminabile di cascate terrazzate di Plitvice, e chi l’ha vista lo sa. Se hai 10 giorni in Croazia e degli scegliere un parco, io sceglierei Plitvice.

La bellissima cascata del Parco di Krka
La vista panoramica delle cascate del Parco di Krka

Nel pomeriggio, a Vodice, la spiaggia di Vrulje con l’hangar nel mare: ressa, un pezzo di Croazia stonato, lasciato in fretta.

Bagnanti presso la Spiaggia Vrulje a Vodizze, il posto meno cool dei nostri 10 giorni in Croazia
Bagnanti presso la Spiaggia Vrulje a Vodizze

La giornata si è ripagata la sera a Šibenik. Le scalinate dal lungomare portano alla Cattedrale di San Giacomo, gioiello in pietra bianca e patrimonio UNESCO dal 2000 (con la Fortezza di San Nicola è l’altro sito della città). Šibenik è risparmiata dalle folle di Zara e Spalato, e te ne accorgi camminando: tra i vicoli, spesso da solo, lenta e senza fretta. Dalla terrazza della Fortezza di San Michele si vedono i tetti, la cattedrale e lo stretto che le isole difendono dal mare aperto.

Piazza della Repubblica a Sibenik
La Cattedrale di San Giacomo a Sibenik
Il tramonto sul mare adriatico ripreso dalla Fortezza di San Michele a Sibenik. Il colore dei tramonti della Dalmazia è la cosa più bella dei nostri 10 giorni in Croazia
Il panorama della città vecchia dalla Fortezza di San Michele a Sibenik

Cena da Archie, sul mare: 30-35€ a testa, un po’ caro per quello che abbiamo mangiato.

Isola di Brač: la parte ovest, il Corno d’Oro e un’eclissi

Da Spalato a Brač si va in traghetto fino a Supetar ed è l’unico momento di un viaggio di 10 giorni in Croazia in cui non decidi tu i tempi: 50 minuti di traversata e il resto è coda. L’orario sul biglietto è fittizio: l’imbarco prosegue finché i posti non sono finiti, e chi resta fuori aspetta il successivo, circa un’ora dopo. Al ritorno è peggio: il porto di Supetar è piccolo e la fila di auto arriva fino alla superstrada, oltre il paese. Non lasciare mai l’auto in colonna per andare a un bar, perché se la fila si sblocca perdi il posto. Da Sutivan vai al porto almeno due ore prima. Dal ponte, l’immagine di Brač è la torre della cattedrale di Supetar; da lì a Sutivan sono dieci minuti di strada sul crinale, con il mare a destra.

Abbiamo scelto la parte ovest, la meno conosciuta, e il B&B Agava: una villa con giardino e piscina interna, camera spaziosa con balcone, curatissima, due host gentilissimi, 80€ a notte. La prima mattina siamo andati alla spiaggia di Likva: piccola, mare cristallino, poca gente. Poi ha attraccato una barca grande da escursioni e circa cinquanta ragazzi hanno occupato la spiaggetta per due ore. La mandria al pascolo, dal vivo. Poco dopo siamo andati via.

La spiaggia Likva sull'isola di Brac
La spiaggia Likva sull'isola di Brac

Nel pomeriggio, Sutivan: un porticciolo, un lungomare di case in pietra bianca, ristoranti sull’acqua, una chiesa con un bel campanile. Una frequentazione signorile e contenuta, lontana dai numeri di Zara e Spalato. 

Il centro storico di Sutivan, sull'isola di Brac. Durante i 10 giorni in Croazia forse il borgo più autentico e caratteristico
Il centro storico di Sutivan, sull'isola di Brac

E il posto giusto per l’eclissi, parziale ma tale da cambiare la luce: il sole che scendeva, la luna che lo rincorreva, il mare increspato contro gli scogli, e tutti con gli occhi al cielo. Tutti, tranne il pescatore dell’inizio, che controllava la lenza e continuava a pescare. Ho scattato questa foto.

Eclissi parziale a Sutivan, isola di Brač, durante un viaggio di 10 giorni in Croazia

Abbiamo cenato due sere al Restaurant Dora, consigliato dall’host: personale educatissimo, menù ricco di mare e di carne. La prima sera misto di pesce fresco per due con contorni, 30€; la seconda misto di carne per due, 35€. Assolutamente consigliato.

Il giorno dopo, Zlatni Rat, il Corno d’Oro, a Bol, dall’altra parte dell’isola. Il tragitto dura un’ora ed è una delle cose più belle della giornata: sali e scendi tra colline e paesi come Lozisca, Donji Humac e Dol. Poi la strada scende e, dopo una curva, si apre la spiaggia con Hvar davanti. Parcheggio 10€ per tutto il giorno. A destra la spiaggia è libera e giovanile, a sinistra attrezzata e più familiare: ciottoli bianchi, acqua turchese e trasparente, un vento costante che porta vela e kitesurf. È molto frequentata, ma è grande, e la folla non la senti.

Il mare al Corno d'Oro sull'isola di Brac
Panoramica dell'isola di Brac con il Corno d'Oro sullo sfondo
Spiagga del corno d'oro a Brac, con surfisti in primo piano. E' il momento dei 10 giorni in Croazia in cui sembrava di essere su una spiaggia della California
Kitesurf al Corno d'Oro sull'isola di Brac
L'acqua cristallina al Corno d'Oro a Brac durante in nostri 10 giorni in Croazia

Non ho un difetto da segnalare per forza: regge la sua fama. Dal bar, in punta, la scena che ricordo e quella dei bagnini sulla torretta e di un kitesurf che volteggia in aria come un airone. Prima di andare via abbiamo fatto un aperitivo all’Auro Cocktail Bar, con dj, e la sera a Sutivan.

Trogir e Spalato: la storia vissuta, con la folla

Il ritorno a Spalato dura meno di un’ora, e dal ponte il Palazzo di Diocleziano si vede prima di tutto: la città è avvolta attorno a lui come attorno a uno scrigno. Lo sbarco è il caos di tutti i porti. Noi siamo andati controcorrente: valigie in hotel e via a Trogir, mezz’ora d’auto. Il centro, patrimonio UNESCO, è un dedalo di vicoli in pietra bianca lucidata dal calpestio dei secoli. In piazza San Giovanni Paolo II sorge la Cattedrale di San Lorenzo, romanica; ho salito la ripida scalinata del campanile per vedere la città a 360 gradi. 

Le cupole ed i tetti di Trogir
Il lungomare di Trogir
Il centro storico di Trogir
Il panorama di Trogir dal Campanile della sua Cattedrale

Ricordo soprattutto il caldo: la pietra bianca restituisce il sole e il calore resta chiuso tra le mura. È stata la visita più faticosa del viaggio. Sul parcheggio un consiglio: usa il primo che trovi, non quello sotto il ponte della città vecchia, 5€ l’ora contro 10€ tutto il giorno, e a piedi sono meno di dieci minuti.

La sera a Spalato è stata una prova. Il 14 agosto la città era strapiena, i locali già in festa, e per un tratto nei vicoli eravamo fermi in coda. Eppure, lo scenario regge: il peristilio al buio, seduti sui gradoni di marmo con un drink, mentre gli artisti del Luxor Caffè suonano chitarra e voce. La cosa che rende unica Spalato è che i suoi tesori sono un bene di tutti, vissuti ogni giorno: è come se a Roma il Colosseo fosse un posto dove fai l’aperitivo, non un museo con il biglietto. Cena da Skalinada Seafood & Steak, tataki e polpo alla griglia: 30€ a testa. Dormito al Century Luxury Rooms 1, nel centro storico, 85€ a notte.

Il 15 agosto è l’Assunzione, e molti locali erano chiusi: pranzo con lo street food, camminando. La mattina, però, è stata la parte giusta: il peristilio senza la calca della sera prima, visibile fino ai suoi confini; colazione in piazza della Repubblica, con poca gente ai tavolini. 

La Cattedrale di San Doimo a Spalato, nel Palazzo di Diocleziano
Alcuni dettagli del Palazzo di Diocleziano a Spalato
Il peristilio ed il portico del Palazzo di Diocleziano a Spalato, uno dei luoghi più immersivi del viaggio di 10 giorni in Croazia
Piazza della Repubblica a Spalato
Una caratteristica piazza medioevale nel centro storico di Spalato

Nel pomeriggio Bačvice, la spiaggia della città: fondale sabbioso e basso per molti metri, meno fotogenica delle altre, ma l’acqua è trasparente anche qui. L’ultimo tramonto di questi 10 giorni in Croazia l’abbiamo passato a Varoš, il quartiere ai piedi del Marjan, alla terrazza del Café Vidilica: dieci minuti in salita dalla Riva, e da lì il Palazzo, il porto e, all’orizzonte, Brač. Il volo era alle 22.

Il panorama di Spalato ripreso dalla terrazza del cafe Vidilica, sul Monte Marjan.

Conclusione: cosa resta di 10 giorni in Croazia

Non mi porto via un monumento. Mi porto i gradoni di marmo di Zara che si raffreddano al buio, con il mare che suona sotto di te. Il tubo del condizionatore di Šibenik fuori dalla finestra, a soffiare aria nel vuoto. Il peristilio di Spalato alle nove del mattino, finalmente senza nessuno. E l’isola di Brač all’orizzonte, vista da Varoš: la stessa dove un uomo, tre sere prima, non aveva alzato gli occhi dalla lenza. La Croazia si sente già grande, e lo è. Resta da vedere se saprà restare uguale a sé stessa, quando anche i vicoli deserti di Šibenik saranno pieni.

Guida pratica per 10 giorni in Croazia: tutto quello che devi sapere prima di partire

Agosto è il mese sbagliato per questi 10 giorni in Croazia, e lo dico avendoli fatti: folla ovunque, prezzi alti, caldo pesante a Trogir e a Krka, code ai traghetti. Il 15 agosto, festa dell’Assunzione, molti locali sono chiusi e la sera del 14 Spalato era strapiena: se puoi, evita quei giorni. Meglio fine maggio-giugno o settembre. A Krka il biglietto costa circa 20€ in primavera e autunno contro i 40€ di agosto, e in estate dopo le 15.00 c’è uno sconto di circa un quarto. 

Per 10 giorni in Croazia l’auto è il vero biglietto dell’itinerario: a Zagabria si cammina e serve solo dopo. Noi l’abbiamo ritirata in centro e riconsegnata all’aeroporto di Spalato: una Suzuki Swift con Avantcar a 713€ totali, tutto compreso, con copertura full senza franchigia. Tempi indicativi: Zagabria-Plešivica meno di un’ora, Plešivica-Zara circa tre ore e mezza, Zara-Šibenik un’ora, Sutivan-Bol un’ora, Spalato-Trogir mezz’ora.

Per il traghetto Jadrolinija arriva al porto con largo anticipo e non lasciare l’auto in fila. Il costo per singolo viaggio è di circa 26€ per la macchina e circa 7€ a persona.

Sui pagamenti: in Croazia il contante è preferito e a volte esclusivo. Ristoranti e hotel accettano la carta, ma molti negozi non hanno il POS: porta sempre una buona scorta di banconote.

Zagabria, 2 notti: B&B in centro, circa 65€ a notte.

Zara, 2 notti: Palazzo Venezia, centralissimo, circa 90€ a notte.

Šibenik, 2 notti: Hotel Jadran, sul lungomare, 90€ a notte. Controlla che l’aria condizionata sia fissa: la nostra camera aveva un condizionatore portatile con tubo alla finestra.

Brač (Sutivan), 2 notti: B&B Agava, villa con giardino e piscina, 80€ a notte.

Spalato, 1 notte: Century Luxury Rooms 1, dentro il centro storico, 85€ a notte.

  • Volo a/r Roma-Zagabria con bagagli: circa 150€ a persona
  • Alloggi, 9 notti: Zara 2×90€, Šibenik 2×90€, Brač 2×80€, Spalato 85€, Zagabria 2X65€ (735€ a camera doppia, circa 368€ a persona)
  • Auto, tutto compreso: 713€ totali, circa 357€ a persona
  • Traghetto Spalato-Supetar a/r: 50€ per la macchina e 15€pp
  • Ingressi e attività: Krka 40€; escursione in gommone a Zara 20€ (4 ore); degustazione a Jagunić 30€ con tagliere
  • Parcheggi e spiagge: parcheggio 10€ a Mala Raduča più 20€ per ombrellone e due sdraio; parcheggio 10€ a Zlatni Rat
  • Vitto: circa 40€ al giorno a persona, tra cene da 12€ (ćevapi) a 40€ (pesce) e street food a pranzo

Budget complessivo stimato a persona per 10 giorni in Croazia: 1.550-1.800€ voli inclusi, per 10 giorni in agosto. In maggio-giugno o settembre si può scendere a circa 1.250-1.600€ (stima nostra su alloggi e noleggio auto). 

Taste of Balkan, Zagabria (Tkalčićeva): ćevapi, 12€.

Ristorante Bruschetta, Zara, sul lungomare: pesce, circa 35€ a testa, prezzi medio-alti.

Archie, Šibenik, sul mare: 30-35€ a testa, un po’ caro.

Bistro Mila Fenc, Primošten: 40€ a testa con antipasto, pesce, contorno, vino e dolce.

Restaurant Dora, Sutivan: misto di pesce per due 30€, misto di carne per due 35€.

Skalinada Seafood & Steak, Varoški prilaz 4, Spalato: tataki e polpo alla griglia, 30€ a testa.

Café Vidilica, Nazorov prilaz 1, Spalato: la terrazza per il tramonto.

Ti ringrazio per aver letto il mio racconto

Per qualsiasi domanda scrivimi nel form dei contatti.

Guida fotografica dei luoghi descritti.

10 giorni in Croazia: siti ufficiali di riferimento per organizzare il tuo viaggio

Sito ufficiale del turismo Croato
Guida Lonely Planet per organizzare il tuo viaggio
Sito del Ministero degli Esteri Viaggiare Sicuri, per le informazioni istituzionali
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