4 giorni in Costiera Amalfitana: Cetara, Positano ed il Sentiero degli Dei
La prima cosa che si nota a Cetara non è il mare
È l’odore. Scendi dall’auto dopo quattro ore di guida da Roma, l’unica volta in cui la userò davvero, perché ho deciso di affrontare 4 giorni in Costiera Amalfitana senza auto. Parcheggi come puoi in un paese che non è stato progettato per le macchine, e prima ancora di vedere il porto senti la colatura di alici che esce dalle finestre delle case. Non è un profumo elegante. È deciso, salmastro, un po’ ruvido — esattamente come il paese che lo produce.
Cetara non è la Costiera che si vede sulle cartoline patinate. Non ha i vicoli bianchi da moda di Positano né la scenografia da cattedrale di Amalfi. È un borgo di pescatori vero, con la torre saracena sulla spiaggia e i pescherecci ormeggiati al porto. Il turismo è arrivato ma non ha ancora deciso di prendere il comando. È stata la base perfetta per quattro giorni passati a spostarmi solo via mare e su gomma, dopo aver lasciato l’auto ferma quasi tutto il tempo.
Quattro giorni bastano per capire perché la Costiera Amalfitana continua a far perdere la testa a chi ci arriva per la prima volta. Non bastano per esaurirla. E forse va bene così.
Giorno 1: Cetara, Positano e il traghetto al tramonto
Arrivato a Cetara verso l’ora di pranzo, il tempo di sistemarmi al B&B e il pomeriggio era già mio. Ho scelto di non perderlo. Destinazione Positano, in bus Sita. Un’ora e venti di tornanti, panorami che si aprono a ogni curva, e il costo di un caffè al bar.
Positano si affronta a piedi, senza programma. Sono sceso verso la Spiaggia Grande, ho girato tra i vicoli bianchi e ciottolati pieni di botteghe, pasticcerie e la moda locale delle camicie di lino. È una città cara ma cara in modo onesto. Non ti prova a ingannare, ti dice chiaramente quanto costa tutto e tu decidi se vale la pena.

La parte migliore del giorno però non è stata a Positano. È stato il rientro.
Invece di riprendere il bus ho preso il traghetto per Cetara, partenza al tramonto. Il sole che scende dietro le scogliere, la costa che cambia colore ogni cinque minuti. Positano che si allontana e sembra ancora più assurda vista dal mare che da terra. Non ho scattato una sola foto decente, ero troppo occupato a guardare.

Cena a Cetara: spaghetti con la colatura di alici. Il piatto che dà il nome al paese è semplice fino all’osso ed è più buono di qualsiasi cosa complicata avrei potuto ordinare altrove.
Dopo cena, giro nel borgo dei pescatori. Le barche tirate in secco, le luci del porto, qualche vecchio seduto fuori casa. Non è spettacolo organizzato. È solo la vita del paese che continua anche di sera
Giorno 2: il trekking da Cetara a Erchie, tra calette e cuoppo
Il secondo giorno è cominciato con gli scarponi. Il sentiero da Cetara a Erchie è breve — poco più di due chilometri — ma non banale. Sale, scende, regala punti panoramici sulla costa che da strada non si vedono. Passa accanto a calette semi-nascoste come la Spiaggia dei Limoni e la Spiaggia della Collata, quasi vuote a metà mattina.


Erchie arriva con una discesa lunga, tra pareti rocciose coperte di vegetazione mediterranea. Ha un panorama che mette in fila i pensieri prima ancora di arrivare al mare. Il paese è piccolo, chiuso tra due torri di avvistamento saracene, senza accesso per auto o moto. L’acqua della Marina di Erchie è tra le più trasparenti che abbia visto in tutta la Costiera.


A mezzogiorno il rito era chiaro: il cuoppo. Il cono di carta con la frittura di pesce che qui è più un’istituzione che uno snack. Mangiato camminando, guardando il mare, senza tavolo né posate.
Nel pomeriggio ho provato a raggiungere la Spiaggia del Cauco, la caletta più grande e più ambita di Erchie. E’ protetta da pareti a picco che la nascondono da chi non sa che esiste. Ci si arriva in barca o a nuoto, e vale entrambe le fatiche.
Il rientro a piedi a Cetara, dopo una giornata già lunga, è stato l’unico momento in cui la Costiera ha smesso di essere solo bella e ha cominciato a essere anche faticosa. Le gambe chiedevano di fermarsi lì. Ho deciso di non ascoltarle: ho preso l’auto — l’unica volta in quattro giorni — e sono salito a Ravello prima che il sole finisse di scendere.
È stata la scelta giusta. Sulla terrazza dell’infinito di Villa Cimbrone il tramonto arriva senza filtri. La costa si allunga fino a perdersi nella foschia dorata, il mare sotto cambia colore ogni minuto, e i busti di marmo lungo il parapetto sembrano messi lì apposta per guardare con te. Il giardino di Villa Rufolo, poco distante, ha lo stesso panorama con una cornice diversa — più fiori, meno vertigine. Ho fatto più foto in quei quaranta minuti che nel resto della giornata, e per una volta ne è valsa la pena.


Giorno 3: Amalfi, la Grotta dello Smeraldo e la sfogliatella Santa Rosa
Il terzo giorno era per Amalfi, raggiunta via mare in meno di mezz’ora. Dal molo Pennello parte il battello per Conca dei Marini e la Grotta dello Smeraldo: una cavità carsica alta circa trenta metri, in parte invasa dal mare, dove la luce che filtra tra le rocce disegna riflessi verde smeraldo sull’acqua e sulle pareti. Dentro c’è anche un presepe sommerso, posato sul fondale negli anni Cinquanta — un dettaglio che nessuno racconta prima di entrare e che spiazza chiunque lo scopra guardando in basso invece che in alto.
Uscito dalla grotta, il pomeriggio è scorso lento tra i vicoli di Amalfi: il Duomo con la sua scalinata monumentale, il passeggio tra le botteghe di ceramiche e limoncello, e la sfogliatella Santa Rosa — la versione originale della sfogliatella riccia, nata proprio qui in un convento, più dolce e meno ortodossa della cugina napoletana. Vale la sosta, anche solo per il campanilismo pasticcero che si respira intorno.


Amalfi è la Costiera che tutti si aspettano: elegante, fotografata, un po’ scenografica. Dopo Cetara ed Erchie fa un certo effetto — non delude, ma è chiaramente un’altra cosa. Più costruita, meno vera. Bella comunque.
Giorno 4: il Sentiero degli Dei, da Bomerano a Positano
L’ultimo giorno era quello che aspettavo di più. Per arrivare a Bomerano, punto di partenza del Sentiero degli Dei, ho usato il servizio combinato di Travelmar: traghetto da Cetara ad Amalfi, navetta fino a Bomerano, e rientro previsto in traghetto da Positano nel tardo pomeriggio. Tutto in giornata, senza toccare l’auto.
Il sentiero comincia sul serio dopo circa un chilometro di cammino, superato un cartello che dà il benvenuto ai trekker con qualche verso dedicato al mito del luogo. Da lì in poi è un rettilineo sospeso tra montagna e mare: a destra la parete rocciosa, a sinistra il vuoto e la costa che scende a grappolo fino all’acqua. Cammini con la Costiera intera sotto gli occhi, e ogni cento metri il punto di vista cambia abbastanza da fermarti di nuovo.


Al valico di Colle Serra c’è l’epigrafe dedicata a Ettore Paduano, l’escursionista che ha riportato alla luce questo percorso. Da lì il sentiero si divide in due: un tratto basso, più semplice, e uno alto, più sconnesso ma più caratteristico. Ho preso quello basso — le gambe del giorno prima ancora si facevano sentire — e sono arrivato a Nocelle con calma, fermandomi al piccolo chiostro del paese per bere qualcosa con vista sul golfo




Da Nocelle a Positano sono circa quattro chilometri a piedi, passando per Montepertuso: panorami che non calano di intensità nemmeno all’ultimo tratto, quando le gambe iniziano a chiedere una pausa. Sono arrivato a Positano nel tardo pomeriggio, in tempo per l’ultimo traghetto verso Cetara — il secondo tramonto dal mare in quattro giorni, e stavolta con le gambe distrutte e la sensazione netta di aver chiuso il cerchio.

Quello che resta di 4 giorni in Costiera Amalfitana
Non è stato un viaggio di monumenti. È stato un viaggio di dettagli fisici che si sono incastrati uno nell’altro: l’odore di colatura di alici appena scesi dall’auto, il tramonto dalla terrazza dell’infinito di Villa Cimbrone, il presepe sul fondale della Grotta dello Smeraldo, il sentiero sospeso tra montagna e mare con la Costiera intera sotto i piedi.
La Costiera Amalfitana ha una reputazione che a volte la precede in modo ingombrante — troppo fotografata, troppo raccontata. Ma bastano quattro giorni fatti bene, con più bus e traghetti che macchina, per trovare ancora gli angoli che quella reputazione non ha consumato del tutto.
Tornerò. Magari partendo di nuovo da Cetara.


Guida pratica 4 giorni in Costiera Amalfitana: tutto quello che devi sapere prima di partire
Primavera (aprile–maggio) è il periodo giusto per un itinerario come questo: temperature miti per camminare (il Sentiero degli Dei e il trekking Cetara-Erchie in piena estate diventano una sfida diversa), meno folla sui traghetti e nei vicoli di Positano e Amalfi, mare non ancora caldissimo ma paesaggi già pieni di colore.
Attenzione: la stagione dei traghetti e aliscafi lungo la Costiera va da fine marzo/aprile a ottobre — fuori da questa finestra, gli spostamenti via mare tra i borghi si riducono drasticamente e serve l’auto o il bus per tutto.L’estate (luglio-agosto) offre il mare più caldo ma porta prezzi più alti, code ai parcheggi e traghetti che vanno prenotati con largo anticipo.
Da Roma, Cetara si raggiunge in circa 4 ore di auto (A1 fino a Salerno, poi statale costiera). È anche raggiungibile in treno + bus: Roma–Salerno in alta velocità (circa 1h20) e poi bus Sita fino a Cetara. Chi arriva in aereo può appoggiarsi su Napoli Capodichino, circa un’ora e mezza da Salerno.
Consiglio pratico: una volta a Cetara, lasciare l’auto e muoversi solo con bus Sita e traghetti/aliscafi Travelmar e Grassi Junior. La statale della Costiera è stretta, trafficata e priva di parcheggi comodi — muoversi via mare non è solo più scenografico, è spesso anche più veloce.
Bus Sita: collega Cetara a Positano e Amalfi. Circa 1h20 per Positano, meno per Amalfi, a pochi euro a tratta.
Traghetti e aliscafi (Travelmar e Grassi Junior): attivi da primavera a ottobre, collegano tutti i borghi della Costiera via mare. Una tratta Cetara–Positano costa indicativamente 15–19€; Cetara–Amalfi qualcosa in meno. Il servizio combinato Travelmar per il Sentiero degli Dei (traghetto + navetta a Bomerano + rientro da Positano) costa circa 32€ a persona.
Auto: utile solo per arrivare e ripartire. Il parcheggio a Positano (zona Mandara) costa 8–10€ l’ora — tra i più cari della Costiera.
Cantone Studio on the Beach è un B&B praticamente sul mare nel centro storico di Cetara. Costa sui 100-120€ a notte in alta stagione mentre in primavera o autunno si scende a 70-90€.
- Viaggio a/r Roma–Cetara in auto (carburante + pedaggi): 60–90€ totali, da dividere tra i passeggeri
- B&B a Cetara, 4 notti: 70–110€ a notte
- Bus e traghetti/aliscafi per i quattro giorni: 60–80€ a persona
- Grotta dello Smeraldo (battello + ingresso): circa 17€ a persona
- Vitto: 25–35€ al giorno mangiando bene, tra taverne e cuoppo di pesce
Budget complessivo stimato a persona: 350–500€, 4 giorni in bassa/media stagione, viaggio in auto da Roma incluso e alloggio.
- Scarpe da trekking vere, non da passeggio: sia il tragitto Cetara-Erchie che il Sentiero degli Dei hanno tratti sconnessi e in salita.
- Zaino leggero con acqua in abbondanza: lungo entrambi i sentieri i punti di rifornimento sono rari.
- Costume sempre accessibile: tra calette raggiungibili solo a piedi e soste improvvise, si usa più spesso del previsto.
- Un layer leggero per la sera: sui traghetti al tramonto il vento fa sentire la sua parte anche in primavera inoltrata.
- Contanti: molte taverne e i piccoli B&B della Costiera preferiscono ancora il pagamento in contanti.
Cetara vive di pesce e di una sola, grande specialità: la colatura di alici, la salsa ambrata ottenuta dalla maturazione delle alici sotto sale, discendente diretta del garum romano. Il piatto da ordinare senza discutere sono gli spaghetti alla colatura di alici — semplici, decisi, imperdibili nel senso letterale del termine.
Ad Erchie, il cuoppo di pesce fritto mangiato in piedi guardando il mare è un pasto completo a pochi euro.
Ad Amalfi, la sfogliatella Santa Rosa — l’originale, non la variante napoletana — merita la sosta pasticceria anche a stomaco pieno. La regola generale vale anche qui: le taverne senza pretese, frequentate dai pescatori più che dai turisti, sono quasi sempre la scelta giusta.
Ti ringrazio per averlo letto
4 giorni in Costiera Amalfitana: siti ufficiali di riferimento per organizzare il tuo viaggio
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