Weekend a Vienna: 3 giorni tra fasto imperiale, Klimt e quartieri nascosti
Guardo in alto, tra le due torri del Duomo di Santo Stefano, e sul tetto c’è un mosaico di tegole smaltate che disegna l’aquila imperiale. Migliaia di tegole colorate, posate a mano, che da lontano sembrano un dettaglio decorativo e da vicino diventano un manifesto politico rimasto lì da secoli. È il primo dettaglio che mi resta impresso del weekend a Vienna. Mi ha fatto capire che in questa città niente è mai solo bello: quasi tutto racconta anche qualcos’altro.
Quando decidi di visitare Vienna lo fai con un’aspettativa precisa: una capitale che ha fatto la storia d’Europa per secoli, e i termini di paragone sono impegnativi. La misuri infatti con Parigi, Roma, Berlino. La sfida è vinta. Vienna ha saputo coniugare i fasti del suo passato al contemporaneo, creando un mix di funzionalità, ospitalità e accoglienza che non si può replicare in un weekend, ma che in tre giorni si comincia a intuire davvero.
Questo articolo racconta un weekend a Vienna di tre giorni: il centro storico, l’Hofburg e i suoi musei, il Belvedere di Klimt, il Prater, e un ultimo giorno fuori dalle rotte più battute, tra il Ring e i quartieri che i turisti di solito non vedono.
Weekend a Vienna – Giorno 1: Innere Stadt, il cuore barocco della città
Dal Duomo al Graben
Il punto di partenza è il fulcro della città vecchia, il Duomo di Santo Stefano. È un’imponente meraviglia gotica che, tra le due torri, porta il mosaico smaltato con l’aquila imperiale di cui parlavo. Dentro, invece, l’interno mantiene le aspettative, con l’altare barocco in marmo nero che si guarda a lungo prima di uscire di nuovo nella luce. Attorno al Duomo, infatti, c’è un concentrato di arte, musei, negozi e caffè, tutti a portata di mano in un tour di un paio d’ore.


L’antico fossato romano del Graben è stato trasformato nella via più lussuosa della città, tra botteghe e palazzi. Il Caffè Demel, poco dopo la Colonna della Peste, è uno dei caffè più raffinati della città dal 1786 ed esprime ancora tutto il fasto di un tempo. Affaccia sulla splendida Michaelerplatz il luogo che meglio rappresenta lo sfarzo del regno degli Asburgo: la facciata di Hofburg, il palazzo reale sede del potere fino al 1918, abbraccia con benevolenza l’intera piazza




Da Freyung a Judenplatz
La passeggiata nel centro storico offre continui spunti. Ad esempio, lo splendido Ferstel Passage fino a Freyung, con la vista sulla Schottenkirche e sul forum dell’arte della Bank of Austria.
Passando per Am Hof, luogo di feste e mercati si arriva in particolare a Judenplatz, cuore del ghetto ebraico di Vienna. La piazza offre uno spunto di memoria potente grazie a una scultura che rappresenta una libreria rovesciata in una stanza chiusa. E’ un’allusione alle vite mai raccontate.


Per chiudere il primo giorno nel centro storico merita una visita la Ruprechtskirche, la chiesa più antica di Vienna. È l’occasione per un affaccio romantico sul Danubio, l’antica via commerciale che collegava Vienna e Budapest.

Weekend a Vienna – Giorno 2: Hofburg, Klimt e il Belvedere
Il museo di Sissi e i giardini imperiali
Il complesso di Hofburg, in particolare la Heldenplatz, offre innumerevoli opportunità museali: l’Ephesus Museum, il Welt Museum, il Prunksaal. Noi abbiamo scelto la via romantica della principessa Sissi, visitando il suo museo. E’ ricco di immagini, vestiti d’epoca e documenti che raccontano una storia più triste di quanto il mito lasci intuire. Il museo apre anche su un’ala del palazzo reale, con le sale da pranzo, le camere da letto di Francesco Giuseppe e della principessa, e la sala del trono. Si tratta, d’altronde, di un percorso che aiuta a immergersi nella vita quotidiana di una casata che nel corso dei secoli è stata amata dal suo popolo.

Subito dopo, la visita ai giardini imperiali è immancabile. Il verde curatissimo di Vienna nasce al Volksgarten, il primo giardino pubblico inaugurato dagli Asburgo. Oggi è un’oasi con più di 3.000 roseti, un tempio e una serra trasformata nel tempo in caffetteria.


Alle spalle della Heldenplatz si apre il distretto museale. Il Kunsthistorisches Museum, la più ricca collezione d’arte della città aperta al pubblico dal 1891, ed il MuseumsQuartier, ex scuderie imperiali riconvertite in distretto di arte contemporanea, caffetterie e ristoranti.




Il Bacio di Klimt al Belvedere
La scelta dei musei a Vienna è vasta, e vederli tutti richiede tempo e budget importanti. Basti pensare che l’ingresso allo Schloss Schönbrunn costa 40€ a persona. Alla fine, la scelta è ricaduta sullo Schloss Belvedere, il palazzo del principe Eugenio di Savoia, capolavoro barocco del Settecento. Qui, infatti, la collezione permanente dell’Oberes Belvedere è impreziosita dai capolavori di Gustav Klimt, Monet, Van Gogh.


È stata la prima volta che ho potuto ammirare Il Bacio di Klimt dal vivo, e la prima cosa che mi ha stupito sono state le dimensioni: più grande di quanto immaginassi. Eppure, non trova eguali, a mio avviso, la capacità dell’artista di fondere i due corpi in un solo abbraccio. Una fusione senza connotazioni sessuali, ma vissuta come atto sacrale, simbolo di un amore spirituale.
I giardini, alle spalle dell’Unteres Belvedere, regalano infine una bella veduta sulla città.


Poco distante si trova la barocca Karlskirche, dedicata a Carlo Borromeo. Una mescolanza di stili che fonde il barocco con il tempio greco e le colonne romane, con un impatto visivo forte. Peccato che al momento della nostra visita le colonne della facciata principale fossero in restauro, facendo perdere un po’ della sua maestosità. Vale la pena controllare lo stato dei lavori prima di andare.

Prater e Hundertwasserhaus
La visita al Prater è da non perdere. Non è solo un parco giochi, tra i più antichi d’Europa, ma un punto di riferimento iconico della città, con la sua storica ruota panoramica inaugurata nel 1897 dall’imperatore Francesco Giuseppe. A bordo di una delle sue cabine rosse si gode una vista privilegiata sul Danubio, la città e la conca verde che circonda il parco. Il mix di attrazioni per tutti i gusti genera un via vai spensierato e vivace di giovani e meno giovani che contagia chiunque si trovi lì.


A pochi minuti a piedi sorge la Hundertwasserhaus, l’ideale dell’eccentrico artista ecoattivista Hundertwasser, in cui uomo e natura condividono gli spazi in equilibrio. Facciate decorate, linee morbide e arrotondate, natura che riempie gli spazi vitali dell’uomo — frutto di una pianificazione urbana ecologica e sostenibile.


Weekend a Vienna – Giorno 3: la Ringstrasse ed il lato meno turistico della città
Il grande anello di Francesco Giuseppe
Questo terzo giorno parte dal Volksgarten, a ridosso del centro storico, e segue quello che è forse il tratto più panoramico della Ringstrasse. La grande arteria ad anello fu voluta da Francesco Giuseppe al posto della cinta muraria medievale per unire il centro ai quartieri periferici.
Nel giro di poche centinaia di metri si susseguono edifici che coniugano tutti gli stili architettonici: il Parlamento austriaco, la Wiener Rathaus, il Burgtheater e l’edificio principale dell’Università di Vienna.




Subito dopo l’Università si accede al Votivpark, dove si trova la seconda chiesa più alta di Vienna: la Votivkirche, un capolavoro gotico che lascia senza fiato.

Freud, il quartiere Servitengasse e Palais Liechtenstein
A pochi passi dal Votivpark si trova il Sigmund Freud Museum, al celebre indirizzo di Berggasse 19. Il padre della psicoanalisi ha esercitato in questo studio per anni, e il museo lo ripropone com’era all’epoca, con mobili e allestimenti originali.
Non aspettatevi però il famoso divano, conservato oggi a Londra
Addentrandosi nel distretto di Alsergrund si scopre un lato della città meno turistico e decisamente più autentico. Il quartiere Servitengasse, con la sua via principale costellata di pasticcerie e gastronomie, ha viali alberati e case colorate che gli conferiscono uno stile quasi francese: è rilassante e piacevole passeggiare qui senza meta.



Si arriva così alla splendida dimora aristocratica della casata del Liechtenstein, il Palais Liechtenstein, con i suoi curatissimi giardini, una bellissima oasi dove vale la pena fermarsi a ristorarsi.

Conclusioni del Weekend a Vienna
Vienna non si esaurisce in tre giorni, e non ha nessuna intenzione di farlo. Restano il mosaico dell’aquila imperiale sul tetto del Duomo, che nessuno guarda abbastanza a lungo. Le dimensioni del Bacio di Klimt, più grandi di quanto qualsiasi riproduzione lasci immaginare. La libreria rovesciata di Judenplatz, chiusa su sé stessa come le storie che rappresenta. Le cabine rosse del Prater che salgono lente sopra il Danubio, mentre sotto la città continua a muoversi senza fretta.
È una capitale che gioca un ruolo che a Parigi o a Roma verrebbe naturale rivendicare ad alta voce, e che invece Vienna porta con una discrezione quasi fastidiosa per chi se l’aspettava più esibizionista.
Un weekend a Vienna di tre giorni basta per innamorarsene. Non bastano per smettere di pensarci.
Guida pratica del Weekend a Vienna: tutto quello che devi sapere prima di partire
Aprile-maggio e settembre-ottobre sono i mesi migliori. Infatti il clima è mite, file meno lunghe ai musei, luce perfetta per il Ring e per il Belvedere.
L’estate è calda e affollata, soprattutto a luglio e agosto, tuttavia resta gestibile rispetto ad altre capitali europee nello stesso periodo.
Dicembre merita una menzione a parte. I mercatini di Natale attorno al Rathaus e a Schönbrunn trasformano la città, a costo di temperature rigide e code più lunghe ai musei principali
Voli diretti da Roma (Fiumicino) su Vienna con Austrian Airlines, Ryanair e ITA Airways impiegano circa 1 ora e 40 minuti di volo.
Alta stagione: un’andata e ritorno oscilla tra 90 e 220€ a persona se prenotato con 6-8 settimane di anticipo. Last minute si sale facilmente sopra i 250€.
Bassa stagione: si trovano al contrario tariffe sotto i 60€.
Dall’aeroporto di Vienna-Schwechat al centro: il treno CAT o la S-Bahn (linea S7) impiegano solo 25 minuti per pochi euro; il taxi costa 35-45€.
La rete di metro, tram e bus copre tutta la città. Una Wien-Karte da 24-72 ore rende tutto più semplice, di conseguenza l’auto in città è superflua.
Infine, attenzione alla Kurzparkzone: dal 2022 riguarda quasi tutta Vienna, non solo il centro.
Un hotel 3-4 stelle in zona centrale (Innere Stadt, Neubau, Josefstadt) costa 90-180€ a notte in alta stagione mentre in primavera o autunno si scende a 60-110€.
- Volo a/r da Roma, alta stagione: 90-220€ a persona
- Ingressi principali (Museo Sissi ~15€, Belvedere ~17€, Duomo con salita torre ~6€): 45-60€ totali
- Wien-Karte 72 ore: circa 25€
- Vitto: 30-45€ al giorno a persona, tra Beisl e ristoranti di media fascia
- Hotel Vienna, 3 notti: 90-180€ a notte
Il budget complessivo stimato a persona per 8 giorni in Austria è di 550-850€ voli inclusi, per un weekend lungo in alta stagione. In primavera o autunno si scende a 400-600€.
- Scarpe comode con suola robusta: il centro storico è pavé, e tra Ring e Alsergrund si cammina molto.
- Un layer leggero anche in estate: le sere viennesi si rinfrescano rapidamente rispetto al giorno.
- Contanti in euro: molti caffè storici e piccoli locali non accettano ancora le carte.
- Un abito o una camicia in più, se capita un concerto: Vienna è ancora una città dove vale la pena vestirsi per una serata a teatro o in un caffè storico.
Il Wiener Schnitzel è ovunque ma va cercato in una Beisl, le tipiche osterie viennesi, non nei ristoranti con menù fotografato in vetrina.
La Sachertorte originale si assaggia con calma in un caffè storico come il Demel, non in piedi al bancone.
Lo strudel di mele caldo, servito con panna, è il dolce da cercare a metà pomeriggio dopo una lunga camminata.
Il Naschmarkt, poco fuori dal centro storico, è il mercato coperto dove si mangia bene a prezzi onesti, tra bancarelle di street food e piccoli ristoranti etnici.
Ti ringrazio per averlo letto
Weekend a Vienna: siti ufficiali di riferimento per organizzare il tuo viaggio
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