5 giorni tra Bacoli e Procida: i Campi Flegrei che non ti aspetti

C’è un tramonto che non si dimentica

Eravamo sul Monte di Procida, la collina che chiude il Golfo di Napoli a ovest fra Bacoli e Procida, ed il sole stava scendendo esattamente dietro Procida e Ischia. Non dietro, in realtà. Sopra, in mezzo, tra le sagome delle isole, in un modo che sembrava calcolato. A destra Capo Miseno, davanti Procida così vicina da sembrare raggiungibile a nuoto, più in là Ischia, Capri, e tutto l’arco del golfo fino a Sorrento. Ho smesso di fotografare. Certi posti è meglio guardarli.

Sono napoletano. Conosco questo golfo da tutta la vita. Eppure, Bacoli e i Campi Flegrei continuano a sorprendermi ogni volta. Una cisterna romana grande come una cattedrale gotica. Una città sommersa visibile dal fondo di un battello. Un lago vulcanico dove Virgilio ambientò l’ingresso agli inferi. E poi Procida, a venti minuti di barca. La Marina della Corricella coi suoi palazzi colorati e le barche che dondolano, il bar dove servono la lingua di Procida al limone, il mare della Chiaia.

Cinque giorni. Pochi per esaurire tutto, sufficienti per capire perché chi ci va tende a tornare.

Giorno 1 Bacoli e Procida: Miliscola e la prima passeggiata sul golfo a Bacoli

Sistemati i bagagli, il primo pomeriggio è per il mare. La spiaggia di Miliscola è una striscia lunga incastonata tra il lago di Bacoli e il golfo, con Procida che si staglia sull’acqua così vicina da sembrare irreale; sembra di poterla afferrare con la mano. La lasciamo come base e partiamo a piedi verso Monte di Procida lungo il bagnasciuga.

Vista della baia di Bacoli e di capo Miseno
Vista della baia di Bacoli e di capo Miseno

Il percorso è circa 4,5 km andata e ritorno. A un certo punto la spiaggia finisce, si sale su un vicolo pedonale dietro un lido, poi si riscende. Vale ogni metro: dalla scogliera bianca del Misterò Beach Club si vedono Ischia, Procida, Capri e tutto l’arco del golfo fino a Sorrento in un unico colpo d’occhio. Una di quelle viste che rimettono tutto in scala e fanno capire dove ci si trova.

Il porto di Baia, isola pedonale, chiude il pomeriggio in bellezza: vale una passeggiata lenta tra i locali che si aprono sull’acqua. La sera, la rada chiusa di Capo Miseno, silenziosa e romantica, è il posto giusto per la prima cena sul mare, con il profilo del capo che si staglia sotto la luna.

Vista di Bacoli dal Monte di Procida
Vista del lago di Bacoli

Giorno 2 Bacoli e Procida: a Procida alla Corricella, Terra Murata e la Chiaia

Si parte la mattina presto dal porto Acquamorta di Monte di Procida. Venti minuti di barca e si è sull’isola. Appena sbarcati si prende via Roma verso il centro, con una sosta obbligata al Bar del Cavaliere per la lingua di Procida. Il dolce tipico dell’isola, ripieno di crema al limone, che da solo giustifica la visita. Da lì si cammina verso via Vittorio Emanuele, tra le botteghe di artigianato locale, poi su per la Salita del Castello verso Terra Murata, il rione più antico dell’isola.

Vista de porto di Procida
Vista de porto di Procida
Passeggio nel centro di Procida
Via del centro di Procida

Quando si arriva alla terrazza sulla Marina della Corricella si capisce perché Procida è Procida. Case dipinte in giallo, arancio, rosso, rosa, impilate una sull’altra fino all’acqua, con le barche che dondolano sotto in una rada protetta e silenziosa. Non è una cartolina. È un posto che vive: ci sono i panni stesi, le voci che escono dalle finestre, i pescatori che sistemano le reti. Le foto che se ne fanno non riescono mai a trasmetterne il calore. Bisogna starci dentro, fermarsi, lasciare che passi il tempo.

La Corricella a Procida, uno dei momenti più belli del nostro viaggio a Bacoli e Procida
La Corricella a Procida
La Corricella a Procida, vista dal mare
La Corricella a Procida

Poco più in alto, la terrazza accanto a Palazzo d’Avalos apre un’altra prospettiva: il Vesuvio sullo sfondo, Capri a destra, Punta Campanella che segna l’imboccatura del golfo. Da qui si capisce il peso strategico che quest’isola ha avuto per secoli.

vista del Golfo di Pozzuoli da Palazzo d'Avalos a Procida. Una delle viste più belle ammirate durante il nostro viaggio a Bacoli e Procida

Nel pomeriggio si scende alla marina lungo via San Domenico, una scalinata panoramica che porta direttamente al porto della Corricella, e da lì si prende un passaggio in barca fino alla spiaggia della Chiaia. Il mare è tranquillo, riparato, con il tufo giallo che scende a picco sull’acqua. Si pranza sul posto e si resta in spiaggia finché non è ora di rientrare.

Prima del traghetto di rientro c’è tempo per un aperitivo al porto di Acquamorta, guardando il sole che scende sul mare. Non si riesce ad andarsene finché non è finito.

Tramonto al porto di Marina di Monte di Procida

Giorno 3 Bacoli e Procida. Bacoli e la Piscina Mirabilis, Punta Pennata e il tramonto sul golfo

La Piscina Mirabilis va visitata la mattina, quando la luce è ancora bassa. È la cisterna romana più grande al mondo: 48 colonne di tufo che reggono un soffitto a botte, gallerie che si incrociano nel buio, la luce che filtra da aperture in alto come in una cattedrale gotica. Fu costruita per rifornire d’acqua dolce la flotta imperiale di Miseno. Duemila anni fa qualcuno progettò tutto questo — e ancora regge. La visita va prenotata, i posti sono limitati.

Piscina Mirabilis a Bacoli, un passaggio culturale e storico del nostro viaggio a Bacoli e Procida
Piscina Mirabilis a Bacoli
Piscina Mirabilis a Bacoli

Dopo la visita si cammina su via Pennata verso il mare. Superata Villa Mirabilis, una rampa di scale scende fino agli scogli di Punta Pennata. Non c’è nessun lido, nessuna attrezzatura, nessuna musica. Solo rocce bianche che entrano nell’acqua, il verde del fondo marino visibile attraverso una trasparenza rara, e di fronte il profilo di Capo Miseno con Procida dietro. È il tipo di posto che si trova solo se si sa dove guardare, e che una volta trovato non si vuole lasciare.

Vista di Capo Miseno da Punta Pennata a Bacoli
La baia che si apre davanti Punta Pennata a Bacoli

La sera si sale sul Monte di Procida per la cena. Il sole stava scendendo dietro le isole mentre arrivavamo. Ho smesso di fotografare. Certi momenti è meglio guardarli. Il panorama, tutto il golfo, le isole, il cielo che cambia colore: vale l’intera giornata.

La meravigliosa vista panoramica del lago di Bacoli con lo sfondo del Vesuvio, forse l'immagine più bella che resta del nostro viaggio a Bacoli e Procida.

Giorno 4 Bacoli e Procida: il Castello Aragonese, Baia Sommersa ed il lago d’Averno

Il Castello Aragonese di Baia apre la giornata: la fortezza domina il golfo di Pozzuoli e ospita il Museo Archeologico dei Campi Flegrei, con reperti dai siti della zona e calchi che restituiscono la scala di ciò che c’era prima che il bradisismo spostasse la costa. Nelle giornate senza foschia, dalla terrazza si vede fino al Vesuvio.

Castello di Baia
Castello di Baia

Il Parco Archeologico delle Terme di Baia è ciò che resta delle terme più frequentate dell’antichità: Cesare, Cicerone, Nerone ci venivano a riposare. L’eruzione del 1538 sommerse gran parte del complesso, e quella parte sommersa oggi si visita a bordo di un battello con fondo finestrato: Baia Sommersa. Con il mare calmo e il fondale trasparente si vedono distintamente colonne, mosaici e resti di ville romane a tre metri sotto la chiglia. È una di quelle esperienze che non si riesce a spiegare bene finché non si è lì, con l’acqua blu sopra e la storia sotto.

Parco archeologico di Baia
Parco archeologico di Baia

Nel pomeriggio: il lago d’Averno. Virgilio lo mise nell’Eneide come porta degli inferi, e il lago esiste davvero. Un cratere vulcanico spento, circondato da vigneti, pareti boscose e resti romani. Il perimetro è 2,86 km percorribili in un’ora di cammino tranquillo. Le rovine del cosiddetto Tempio di Apollo, in realtà un edificio termale che sfruttava le fumarole, sono silenziose e imponenti. La Grotta della Sibilla Cumana, la porta mitologica degli inferi, è purtroppo chiusa al pubblico.

Il Lago d'Averno con lo sfondo di Capo Miseno
Lago d'Averno

Si chiude con la Casina Vanvitelliana sul lago Fusaro. E’ una piccola follia borbonica del 1782, costruita su un isolotto per la caccia e la pesca del re. Infine il pontile di Torregaveta, dove il sole cala nel mare tra Procida e Ischia quasi a portata di mano. La giornata finisce con una buona pizza a pochi passi dal pontile.

Casina Vanvitelliana al Fusaro
Il tramonto a Torregaveta

Giorno 5 Bacoli e Procida: Cuma e l’Acropoli

L’ultima mattina è per il Parco Archeologico di Cuma. Cuma fu la prima colonia greca in Italia, fondata nell’VIII secolo a.C. Da qui passò l’alfabeto greco che diventò latino. L’Acropoli domina il mare con i resti dei templi di Apollo e Giove, e la famosa Grotta della Sibilla Cumana, il lungo corridoio trapezoidale scavato nel tufo dove, secondo Virgilio, Enea consultò la Sibilla prima di scendere agli inferi. Per apprezzare davvero il parco vale la pena prenotare la visita guidata. Abbiamo impiegato tutta la mattina. Non ci siamo annoiati un minuto.

Conclusione: Bacoli è il posto che i turisti non hanno ancora trovato

Il sole che tramontava tra Procida e Ischia dal Monte di Procida. La luce che filtrava sulle 48 colonne della Piscina Mirabilis. Le case della Corricella viste dall’alto, vive e non solo fotografate. Il fondale trasparente di Baia Sommersa con le colonne romane a tre metri sotto di noi.

Bacoli e i Campi Flegrei sono a trenta minuti da Napoli e restano uno dei posti meno consumati del Mezzogiorno. Non ci sono orde di turisti, i prezzi sono ancora umani, la storia è ovunque e spesso non c’è nemmeno la coda per vederla. Questo non durerà per sempre. Andarci adesso è la scelta giusta.

Guida pratica dei 5 giorni tra Bacoli e Procida: tutto quello che devi sapere prima di partire

Maggio–giugno e settembre sono i periodi ideali: caldo, mare già bello, poca folla. L’estate è bella ma luglio e agosto portano traffico sulla Domiziana e qualche coda in più. Detto questo, il mare e i tramonti in agosto non hanno rivali.

Per Procida: traghetto dal porto Acquamorta di Monte di Procida con Ippocampo — due corse al giorno, 10€ A/R (tel. 339 7585125, WhatsApp 366 3575751). Biglietteria ai lati della rampa d’accesso. Chiamare il giorno prima per confermare gli orari. Parcheggio al porto: 18€ al giorno, posti limitati — arrivare con anticipo. Per i siti interni: auto consigliata.

Hotel 3-4 stelle a Bacoli in alta stagione: 80–140€ a notte. Le strutture migliori sono sulla costa tra Capo Miseno e il porto di Baia. Prenotare con almeno un mese di anticipo in estate.

Io ho soggiornato al B&B La Dea della Fortuna, un posto meraviglioso con una vista spettacolare sul Golfo di Pozzuoli e su Bacoli.

  • Carburante a/r da Roma (o treno): 40–60€ a persona
  • Hotel 3-4 stelle, 5 notti: 80–140€ a notte
  • Traghetto Procida A/R: 10€ a persona
  • Ingressi (Piscina Mirabilis, Terme di Baia, Castello Aragonese, Cuma): 30–50€ totali
  • Baia Sommersa: 15€ a persona
  • Vitto: 30–60€ al giorno mangiando bene

Budget complessivo stimato a persona per Bacoli e Procida: 450–700€ per 5 giorni in alta stagione, auto propria inclusa.

Officina Meccanica Generale Wine & Tapas Bar, Via Lucullo 19, porto di Baia. Aperitivo, cocktail, birre artigianali in un’ex officina trasformata in giardino.

Giona, Capo Miseno. Frittura di pesce sulla spiaggia, locale storico, prezzi onesti. Nessuna pretesa, qualità garantita.

Ristorante Happy Hours, Via Panoramica 90, Monte di Procida. Panorama sul golfo, non accetta prenotazioni. Arrivare al tramonto e aspettare.

Pizzeria Radici, Via Giulio Cesare, Bacoli. Buona pizza a prezzi ragionevoli.

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Bacoli e Procida: siti ufficiali di riferimento per organizzare il tuo viaggio

Guida locale per escursioni e visite ai Campi Flegrei
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Piscina Mirabilis, biglietti ufficiali
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