8 giorni in Austria: Vienna, Salisburgo, Hallstatt e Linz
C’è un quadro che ti aspetti di guardare per trenta secondi e invece ti tiene fermo per dieci minuti. È successo davanti a Il Bacio di Klimt, al Belvedere di Vienna, il primo giorno di un itinerario di 8 giorni in Austria che non mi aspettavo mi colpisse così. La tela è più grande di quanto l’avessi immaginata da tutte le riproduzioni viste in vita mia. I due corpi fusi in un abbraccio dorato non raccontano desiderio ma qualcosa di più vicino al sacro. Sono rimasto lì, tra la gente che passava distratta verso la sala successiva, a capire perché quell’immagine avesse resistito a un secolo di cartoline senza perdere forza.
È stato uno dei momenti che mi hanno convinto di una cosa: l’Austria l’avevo rimandata per anni, scegliendo altre mete, altre priorità. Sbagliando.
Questo itinerario di 8 giorni in Austria tra Vienna, Salisburgo, le montagne, il lago di Hallstatt e Linz mi hanno restituito un paese che tiene insieme la grandezza imperiale e la naturalezza della gente, senza che l’una svilisca l’altra.
Gli austriaci hanno ancora addosso qualcosa dell’orgoglio degli Asburgo — fieri, ospitali, mai invadenti.
Vienna gioca un ruolo che a Parigi, Roma o Berlino verrebbe naturale rivendicare a gran voce. Ed invece lo fa con la discrezione di chi sa di non doverlo dimostrare a nessuno. Salisburgo è più piccola e più elegante, costruita a misura di Mozart e di chi viene a cercarlo. Poi la montagna, il sale scavato nella roccia, un lago che sembra dipinto. Ed infine Linz. Chiude il viaggio con una sorpresa: una città industriale che ha trasformato le sue cicatrici in street art.
Questo è il racconto, tappa per tappa, di quegli 8 giorni in Austria.
8 giorni in Austria: Vienna tra fasto imperiale e reinvenzione
Vienna la misuri inevitabilmente con Parigi, Roma, Berlino. È una sfida che vince senza doverlo dimostrare a nessuno, perché non vive di luce riflessa dal suo passato ma ha continuato a reinventarsi, restando pioniera nella trasformazione urbana.
Tre giorni bastano per intuirlo, non per esaurirlo.
Il centro storico, dal Duomo a Michaelerplatz
Si parte dal Duomo di Santo Stefano, imponente meraviglia gotica con un mosaico di tegole smaltate che disegna l’aquila imperiale tra le due torri. Dentro, l’altare barocco in marmo nero mantiene ogni aspettativa. Attorno, un tour di un paio d’ore basta per attraversare arte, musei, negozi e caffè storici concentrati in poche vie. Il Graben, antico fossato romano oggi via più lussuosa della città, porta al Caffè Demel, aperto dal 1786 e ancora capace di restituire tutto il fasto di un tempo.


La passeggiata sfocia in Michaelerplatz, il luogo che meglio racconta lo sfarzo asburgico: la facciata dell’Hofburg, sede del potere fino al 1918, abbraccia l’intera piazza. Poco distante, Judenplatz conserva il cuore del ghetto ebraico viennese: una scultura a forma di libreria rovesciata, chiusa su sé stessa, allude alle vite mai raccontate. Non serve spiegarla a lungo — basta guardarla.




Klimt, Sissi e i giardini imperiali
Dentro il complesso dell’Hofburg abbiamo scelto la via romantica della principessa Sissi. Il suo museo racconta con immagini, vestiti e documenti una storia più triste di quanto il mito lasci intuire. In più, apre anche su un’ala del palazzo reale — sale da pranzo, camere di Francesco Giuseppe, la sala del trono. Subito dopo, il Volksgarten, primo giardino pubblico voluto dagli Asburgo, con oltre tremila roseti e una serra trasformata in caffetteria.


Ma è al Schloss Belvedere, il palazzo barocco del principe Eugenio di Savoia, che si trova il motivo per cui questa tappa resta impressa: la collezione permanente ospita Il Bacio di Klimt, insieme a opere di Monet e Van Gogh, e i giardini regalano una delle vedute più belle sulla città.


Poco distante, la barocca Karlskirche fonde stile greco e colonne romane con un impatto visivo forte — anche se, al momento della nostra visita, le colonne della facciata principale erano in restauro, e la maestosità ne risentiva un po’. Meglio saperlo prima di andare a controllare.

Il Prater e la Hundertwasserhaus
Il Prater non è solo un parco giochi, seppure tra i più antichi d’Europa: è un simbolo della città. La sua ruota panoramica, inaugurata nel 1897 dall’imperatore Francesco Giuseppe, porta a bordo di cabine rosse su una vista che abbraccia il Danubio e la conca verde attorno al parco. Il via vai spensierato di chi sale e scende ha contagiato anche noi.


A pochi minuti a piedi sorge la Hundertwasserhaus, il manifesto dell’eccentrico artista Hundertwasser: facciate decorate, linee morbide e arrotondate, natura che riempie ogni spazio urbano possibile — pianificazione ecologica trasformata in architettura abitabile.


Una nota che vale la pena di segnare: un caffè in centro costa in media 2,5€ a tazza, e non tutti i locali accettano carte. Tenete sempre un po’ di contanti a portata di mano.
8 giorni in Austria: Salisburgo e le escursioni tra sale e canyon
Salisburgo è così diversa da Vienna che gli stessi salisburghesi ne fanno un vanto identitario. È una città chic e non fa nulla per nasconderlo — vista dalla sponda del fiume Salzach, con le cupole barocche delle sue chiese e la fortezza che sovrasta tutto dalla collina, annichilisce lo sguardo in pochi secondi.

La città bomboniera e la fortezza
Si comincia da Schloss Mirabell. Palazzo barocco che ospita ancora oggi concerti mozartiani, con giardini scenografici e fioriture che rimandano continuamente al cittadino più illustre della città.


Attraversato il Mozartsteg in stile liberty si entra nel centro storico: Mozartplatz, il DomQuartier con la cattedrale dove Mozart fu battezzato, e il Residenz, palazzo barocco oggi sede museale con appartamenti tappezzati di arazzi, stucchi e affreschi.




Il centro storico, patrimonio UNESCO, è un intrigo di vicoli eleganti tra caffetterie storiche e botteghe artigiane. Ma è dall’alto della Festung Hohensalzburg, la fortezza che domina la città, che si capisce davvero quanto Salisburgo sia bella: un mare di tetti, cupole e guglie, il fiume Salzach che taglia la scena, le montagne sullo sfondo. Un paradiso fotografico che vale la salita.


Nel cuore della montagna: le miniere di sale di Hallein
Ad Hallein, pochi chilometri da Salisburgo, si trovano le Salzwelten Salzburg, le storiche miniere dove per circa duemila anni è stato estratto il sale che ha reso ricca la città. Si indossa una tuta bianca e si procede attraverso cunicoli e labirinti scavati nella montagna fino a un lago salato sotterraneo, attraversando senza nemmeno accorgersene il confine con la Germania. Un’esperienza che sorprende più di quanto ci si aspetti da una visita guidata.



La gola di Liechtensteinklamm
La Liechtensteinklamm è una delle gole più profonde e lunghe delle Alpi: un canyon spettacolare, scavato dalle acque turchesi di un fiume alimentato da una cascata. Si cammina a ridosso di pareti rocciose a tratti impervie, in un contesto di natura ancora selvaggia. Il punto più spettacolare è l’Helix, la scala a chiocciola che scende fino al fiume coprendo un dislivello di 30 metri.




8 giorni in Austria: Hallstatt, il lago che sembra dipinto
Il lago di Hallstatt è un luogo incantato e fai fatica ad accettarlo per quanto sia perfetto.
E’ infatti un piccolo borgo di pescatori affacciato con grazia sulle sponde del lago omonimo. La passeggiata lungo la riva regala un continuo di belvederi dove anche lo scatto fotografico sembra sottrarre attenzione ad un momento che meriterebbe solo di essere guardato.
A pochi passi dal centro si trova il Beinhaus, l’ossario del paese. Decine di teschi e ossa perfettamente ordinati e decorati con i nomi degli antichi proprietari. Dal Seicento, quando il piccolo cimitero si riempie, è ancora usanza riesumare le ossa per fare spazio a nuove sepolture. Sebbene sia un contrappunto un po’ macabro alla cartolina da lago perfetto, resta proprio per questo memorabile




Inoltre, Hallstatt è famosa per le sue miniere di sale, raggiungibili con una funivia che sale all’Alta Valle. Peccato che al momento della nostra visita sia la funivia che le miniere fossero chiuse per manutenzione; lo stesso motivo, tra l’altro, per cui avevamo già scelto di visitare quelle di Hallein. Capita, tuttavia vale la pena informarsi prima di partire sullo stato degli impianti.
8 giorni in Austria: Linz, l’ultima sorpresa del viaggio
Linz è la terza città austriaca e possiede la seconda cattedrale più alta del paese dopo il Duomo di Santo Stefano. È una città prevalentemente industriale affacciata sul Danubio, che tuttavia negli anni ha saputo riconvertire la sua vocazione industriale in arte.
Purtroppo, a torto, è fuori dalle rotte del turismo di massa. In certi momenti eravamo gli unici turisti in giro, in una città che pur mantenendo fermo il cuore storico è in pieno fermento artistico.


Si parte da Hauptplatz, la piazza principale dominata dalla Colonna della Santissima Trinità, circondata da negozi e caffetterie in stile parigino. Il Danubio è a due passi: una passeggiata lungo le sponde porta al Lentos Kunstmuseum, che di notte si illumina di colori al neon e ospita una vasta collezione di arte moderna e contemporanea. Una breve salita porta al castello, con un panorama sul fiume e sulla città che ripaga lo sforzo. Da non perdere il Duomo Nuovo (Neuer Dom), con il secondo campanile più alto d’Austria, e il più contenuto Duomo Vecchio (Alter Dom) in Hauptplatz, dai campanili gemelli barocchi.


La sorpresa vera arriva al Mural Harbour, la zona industriale del porto trasformata in un progetto di rinnovamento urbano basato sulla street art libera. Capannoni, vecchi opifici, pallet e saracinesche diventano tela: il risultato è sorprendente, ed è la chiusura perfetta di un viaggio che dal barocco imperiale arriva, senza stonare, fino a qui.




Conclusione: cosa resta di 8 giorni in Austria
L’Austria non si vende con lo sfarzo di una capitale sola. Si vende a fotogrammi sparsi lungo otto giorni: le dimensioni del Bacio di Klimt, più grande di quanto te lo aspetti, davanti a cui resti fermo più del previsto. La tuta bianca indossata per entrare nella montagna di sale a Hallein, il confine con la Germania attraversato senza accorgersene, sottoterra. I teschi ordinati e decorati del Beinhaus di Hallstatt, ognuno con un nome sopra le orbite vuote. Le saracinesche dipinte del Mural Harbour a Linz, capannoni industriali che nessuno si aspetta diventino arte.
Vienna ti prende con la grandezza. Salisburgo con l’eleganza. Hallstatt con la bellezza che non serve fotografare. Linz con la sorpresa di trovare qualcosa dove non te lo aspetti.
Alla fine del nostro viaggio di 8 giorni in Austria la domanda non è se tornarci. È solo quando.
Guida pratica degli 8 giorni in Austria: tutto quello che devi sapere prima di partire
Noi siamo andati dal 23 al 30 luglio, in piena alta stagione: caldo intenso, soprattutto a Vienna e Linz.
Maggio-giugno e settembre restano i mesi più equilibrati, infatti il clima piacevole, si incontra meno folla nei musei di Vienna e sui sentieri del Salzkammergut. Infine i prezzi sono più umani.
Tuttavia, chi viaggia in estate come noi deve mettere in conto code più lunghe alle attrazioni principali e prenotazioni anticipate ovunque sia possibile.
Voli diretti da Roma (Fiumicino) su Vienna con Austrian Airlines, Ryanair e ITA Airways impiegano circa 1 ora e 40 minuti di volo.
Alta stagione: un’andata e ritorno oscilla tra 90 e 220€ a persona se prenotato con 6-8 settimane di anticipo. Last minute si sale facilmente sopra i 250€.
Bassa stagione: si trovano tariffe sotto i 60€.
Dall’aeroporto di Vienna-Schwechat al centro: il treno CAT o la S-Bahn (linea S7) impiegano circa 25 minuti per pochi euro; il taxi costa 35-45€.
Vienna: la rete di metro, tram e bus copre tutto; una Wien-Karte da 24-72 ore rende tutto più semplice, di conseguenza l’auto in città è superflua.
Per il resto del viaggio l’auto a noleggio è necessaria. L’abbiamo presa in consegna a Vienna al momento di partire verso Salisburgo, e restituita in aeroporto al rientro. Budget indicativo 35-70€ al giorno per un’auto compatta. D’altra parte i prezzi salgono sensibilmente in agosto rispetto alla media annuale. Per questo meglio prenotare con almeno un mese di anticipo.
Infine, attenzione alla Kurzparkzone: dal 2022 riguarda quasi tutta Vienna, non solo il centro.
Vienna: un hotel 3-4 stelle in zona centrale (Innere Stadt, Neubau, Josefstadt) costa 90-180€ a notte in alta stagione; in primavera o autunno si scende a 60-110€.
Salisburgo: il centro storico è tra i più cari d’Austria per la sua compattezza. Ad esempio 100-190€ a notte in estate per un 3-4 stelle a due passi dal Duomo; qualche decina di euro in meno spostandosi verso la stazione.
Linz, invece, 90-160€ a notte in centro, con prezzi generalmente più contenuti rispetto alle altre due tappe.
- Volo a/r da Roma, alta stagione: 90-220€ a persona
- Hotel Salisburgo, 3 notti: 100-190€ a notte
- Noleggio auto, 5 giorni (da Vienna al rientro in aeroporto): 175-350€ totale
- Hotel Linz, 1 notte: 90-160€
- Ingressi principali (Museo Sissi ~15€, Belvedere ~17€, Salzwelten Hallein ~35€, Liechtensteinklamm ~13€): 80-100€ totali
- Vitto: 30-45€ al giorno a persona, tra Beisl e ristoranti di media fascia
- Hotel Vienna, 3 notti: 90-180€ a notte
Il budget complessivo stimato a persona per 8 giorni in Austria è di 1.400-2.100€. Include i voli ed 8 giorni in alta stagione. Tuttavia, In primavera o autunno si scende a 1.000-1.500€.
- Scarpe comode con suola robusta poiché il centro di Vienna è pavé, i sentieri della Liechtensteinklamm sono a tratti impervi.
- Le miniere mantengono temperature basse tutto l’anno; di conseguenza, è consigliabile portare con sé un layer caldo. La sera in montagna la temperatura si abbassa rapidamente.
- Contanti in euro poichè molti caffè storici viennesi e le tascas di montagna non accettano sempre le carte. Per questo motivo per un viaggio di 8 giorni in Austria conviene premunirsi di contanti
- Costume da bagno: il lago di Hallstatt e le soste lungo il Salzkammergut lo richiedono più spesso di quanto si pianifichi.
L’Austria non ha la fama gastronomica di altri paesi europei, ed è un errore: si mangia bene, con porzioni generose e prezzi ragionevoli fuori dai locali per turisti.
Il Wiener Schnitzel è ovunque ma va cercato in una Beisl, le tipiche osterie viennesi, non nei ristoranti con menù fotografato in vetrina.
La Sachertorte originale si assaggia con calma in un caffè storico come il Demel, non in piedi al bancone.
Lo strudel di mele caldo, servito con panna, è il dolce da cercare a metà pomeriggio dopo una lunga camminata.
A Salisburgo, le Mozartkugel sono ovunque ma la qualità varia molto: meglio le pasticcerie storiche del centro che le confezioni da souvenir.
Ti ringrazio per averlo letto
8 giorni in Austria: siti ufficiali di riferimento per organizzare il tuo viaggio
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