4 giorni nel Sud Sardegna: Cagliari, Chia e le dune di Piscinas
La migliore granita siciliana della mia vita l’ho mangiata a Cagliari
4 giorni nel Sud Sardegna. Era mattina, stavo camminando verso piazza Yenne nel quartiere Stampace, e il mio compagno di viaggio, siciliano doc, si è fermato davanti alla Pasticceria Leda in via Domenico Alberto Azuni. Una pasticceria siciliana nel cuore di Cagliari. «Perché mai dovremmo mangiare siciliano in Sardegna?» gli ho chiesto. «Perché questa è la migliore» ha risposto. Aveva ragione. La granita era perfetta, la consistenza, la temperatura, il sapore. Era siciliana al cento per cento, a 400 km dalla Sicilia. Non mi sono ancora spiegato come, e non voglio farlo.
Cagliari fa così: ti sorprende dove non te lo aspetti. Non è una città che urla le sue bellezze. Le mostra piano, attraverso una brezza alla marina, una scalinata medievale che sale al Castello, una torre pisana con un nome che racconta storie di dissidenti impiccati. In quattro giorni si riesce a vederla davvero: la città, le spiagge del Sulcis a sud e infine le dune di Piscinas, dove la Sardegna smette del tutto di assomigliare a qualsiasi altra cosa.
Giorno 1 dei 4 giorni in Sud Sardegna: Cagliari — Castéddu e il Poetto
Stampace, il Castello e la Torre dell’Elefante
Il viaggio di 4 giorni nel Sud Sardegna inizia da piazza Yenne, nel quartiere Stampace, il centro nevralgico della città. Vicoli stretti, chiese barocche, trattorie con i menù scritti a mano. Dopo la granita e il caffè da Leda, la prima tappa obbligata è la Chiesa di San Michele: facciata bianca e austera fuori, interno riccamente decorato dentro, con affreschi e intarsi in legno nella sacrestia che sono la massima espressione del barocco sardo. È il tipo di chiesa che giustifica da sola la deviazione


Da piazza Yenne si salgono le scalinate di Santa Chiara verso il Castello, il quartiere antico nella parte alta della città. Si entra attraverso la Torre dell’Elefante, una delle due torri pisane ancora in piedi — deve il nome a una testa di elefante scolpita vicino a una saracinesca. Gli spagnoli la usavano come monito: esponevano qui le teste dei dissidenti. Una storia che ti accompagna mentre attraversi i vicoli.


Il Castello rivela la sua ricchezza lentamente: l’Università, i musei, la Cattedrale di Santa Maria con la Cappella di San Michele, barocco sardo al suo apice. I Bastioni di Saint Remy e la piazza Umberto I offrono panorami fino al mare e sulle montagne circostanti. Ci sono panchine, bar, turisti e cagliaritani seduti mescolati. La città vive ancora qui dentro, non è un museo.


Per pranzo: il Caffè Libarium Nostrum, un’istituzione del Castello. Ottimo cibo, ottimo aperitivo, e in menù c’è anche l’Alligatore. Un cocktail a base di Calvados e Drambuie creato in questo locale in onore dello scrittore sardo Massimo Carlotto. Se non lo hai ancora letto, hai un motivo per farlo prima di partire.

Il Poetto: la spiaggia dei cagliaritani
Nel pomeriggio si prende il bus 5ZE verso il Poetto. Quasi sette chilometri di spiaggia a venti minuti dal centro. Non è una spiaggia turistica nel senso classico del termine: è la spiaggia dei cagliaritani. Chioschi, bar, lidi, e dappertutto gente in sup, kayak, tavola da surf. Un’energia allegra e spensierata che dice più di qualsiasi guida sul carattere della città. Cagliari si identifica nel suo mare con la stessa naturalezza con cui si chiama semplicemente Castéddu.

Giorni 2 e 3 dei 4 giorni in Sud Sardegna: Chia ed il mare che ti blocca sul posto
Il secondo giorno si noleggia l’auto e si punta a sud. La costa del Sulcis comincia a mostrarsi dopo Pula: stagni, lagune, fenicotteri rosa che camminano nell’acqua bassa come se fossero lì da sempre. Non ci si aspetta di trovare i fenicotteri in Sardegna, e invece ci sono, e sono numerosi. È il primo segnale che questo angolo dell’isola è qualcosa di diverso.
Da Chia si percorre la SP71 verso Teulada: una strada che in qualsiasi direzione si guardi apre vedute che fermano l’auto. Abbiamo trascorso due giorni esplorando le spiagge lungo questo tratto, senza un programma fisso. In Sardegna funziona così: ti fermi dove ti fermi.




La spiaggia di Cala Tuerredda è la più bella della zona e lo sa: conviene arrivare presto, i pochi parcheggi si esauriscono in fretta. L’acqua passa dall’azzurro al verde al turchese nello spazio di pochi metri, con la sabbia bianca che avanza nell’interno formando piccole dune che si mescolano alla macchia. Non è una delle più belle spiagge della Sardegna. E’ una delle più belle spiagge d’Italia, senza aggiunte. Vale tutti i 4 giorni nel Sud Sardegna.



La spiaggia di Su Giudeu e la spiaggia di Cala Cipolla hanno lo stesso livello ma atmosfere diverse: la prima è più ampia e ventilata, la seconda più raccolta e riparata dalle scogliere granitiche. Vale la pena vederle entrambe. Su tutte le spiagge della zona è disponibile il noleggio di sdraio e ombrelloni, con piccoli bar e ristori. Non si muore di sete, ma non si va per la gastronomia: qui si va per il mare, e il mare è sufficiente.



Giorno 4 dei 4 giorni in Sud Sardegna: le dune di Piscinas, quando la Sardegna sembra il Sahara
Il quarto giorno vale due ore di strada. Le dune di Piscinas, sulla Costa Verde a ovest dell’isola, non si raggiungono facilmente. Le strade interne sono lente e tortuose e forse è anche per questo che sono ancora quello che sono: incontaminate, silenziose, senza la pressione del turismo di massa.
La discesa da Arbus verso la spiaggia è il momento più cinematografico del viaggio. La strada diventa sterrata e si avanza attraverso un territorio boschivo dove compaiono i resti di una miniera dismessa, vecchi macchinari arrugginiti, edifici abbandonati, ciminiere che si stagliano tra gli alberi.
È il tipo di paesaggio che non ti aspetti di trovare prima di una spiaggia. E poi la strada scende ancora, e all’improvviso si apre.




Le dune di Piscinas risalgono dalla spiaggia fino alle pendici della montagna — alte, dorate, silenziose. Non assomigliano a nulla di ciò che si è visto nei giorni precedenti. Assomigliano al deserto. Il mare davanti è aperto, il vento soffia forte, la spiaggia è lunga e quasi vuota. Ci sono solo due chioschi. È così che deve rimanere.
Conclusione dei 4 giorni nel Sud Sardegna: una terra che non finisce mai
Una granita siciliana a Cagliari che era meglio di qualsiasi granita mangiata in Sicilia. I fenicotteri nella laguna prima di Chia che non ti aspettavi. Il turchese di Cala Tuerredda che non si riesce a fotografare come si vede davvero. La strada sterrata tra le rovine della miniera prima che le dune di Piscinas si aprissero all’improvviso.
La Sardegna del sud non è solo mare. È una terra con strati di storia, natura, paesaggi che cambiano registro in pochi chilometri. 4 giorni nel Sud Sardegna bastano per cominciare a capirla. Non bastano per smettere di volerci tornare.
Guida pratica dei 4 giorni nel Sud Sardegna: tutto quello che devi sapere
Maggio–giugno è il momento ideale per trascorrere 4 giorni nel Sud Sardegna: il mare è già caldo (22–24°C), le spiagge non sono ancora affollate, i prezzi sono nella media.
Settembre è l’altra finestra perfetta: acqua calda, folla ridotta, luce bellissima.
Luglio e agosto sono alta stagione piena: Cala Tuerredda diventa difficile da parcheggiare già alle 9 del mattino, i prezzi dei B&B salgono sensibilmente. Chi va in estate deve accettare la logistica di conseguenza: partire presto, prenotare tutto con largo anticipo.
Voli diretti da Roma con Ryanair (Ciampino), Aeroitalia (Fiumicino) e ITA Airways. Durata circa 1 ora. In primavera: 60–130€ a/r con 3–4 settimane di anticipo. In estate i prezzi salgono: aspettatevi 120–220€.
L’aeroporto di Cagliari-Elmas dista 7 km dal centro: treno da Elmas Aeroporto ogni 20 minuti, 1,30€. Nessun motivo di prendere un taxi per arrivare in città.
A Cagliari: bus urbani efficienti, app CTM per i biglietti online. Il Poetto si raggiunge con il bus 5ZE.
Per Chia e Piscinas: l’auto è indispensabile. Conviene noleggiarla dall’aeroporto dal secondo giorno, così si evita di gestire il traffico in uscita dalla città il primo giorno.
Cagliari: Al 115 Rooms, Via Goffredo Mameli 115 — 65€ a notte, posizione centrale, buon rapporto qualità/prezzo.
Chia: Casa Martina, Via Tirso 53, Pula — 160€ a notte. Più caro ma ben posizionato per le spiagge della zona. Prenotare con almeno due mesi di anticipo in estate.
- Volo a/r da Roma, primavera: 60–130€ a persona
- B&B Cagliari, 1 notte: 60–80€
- B&B Chia, 3 notti: 100–180€ a notte in stagione
- Noleggio auto, 3 giorni: 60–100€ totali
- Vitto: 25–40€ al giorno
Budget complessivo stimato a persona per 4 giorni nel Sud Sardegna: 500–750€ in primavera. In estate si sale facilmente a 700–950€.
- Scarpe comode per camminare: il Castello di Cagliari è tutto salite e acciottolato.
- Scarpe da scoglio: utili sulle spiagge granitiche di Chia e a Piscinas.
- Crema solare alta: il sole sardo in primavera è già forte, in estate è aggressivo.
- Un layer leggero per la sera: le notti cagliaritane sono fresche anche in giugno.
- Macchina fotografica: le dune di Piscinas meritano qualcosa di meglio dello smartphone.
Pasticceria Leda — Via Domenico Alberto Azuni, Stampace. Granita e pasticceria siciliana. Non ha senso razionale essere così buona qui, ma lo è.
Caffè Libarium Nostrum — Bastioni di Saint Remy, Castello. Pranzo, aperitivo, dopocena. L’Alligatore (Calvados e Drambuie) va ordinato almeno una volta.
Ti ringrazio per averlo letto
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