Grecia insolita: viaggio nel Peloponneso in 5 giorni tra mare e relax
Viaggio nel Peloponneso: la Grecia che non ti aspetti
Quando penso a dove stavo prima di partire, mi viene in mente una mattina qualunque di giugno. Colazione sul tavolo di legno grezzo sotto il portico di pietra, la piscina che rifletteva il cielo già azzurro, e davanti a me, oltre il bordo a sfioro, il Golfo Argolico che si allargava verso l’orizzonte. Il silenzio era quello vero, quello che si compra solo lontano da tutto. Questo viaggio nel Peloponneso non è nella lista dei posti che la gente cita quando parla di Grecia. Infatti, la maggior parte delle persone, cita le Cicladi, Santorini, Mykonos, Creta. Posti bellissimi, senza dubbio ma posti che ormai si portano addosso il peso del loro stesso successo
Kiveri è altro. È un paese di qualche centinaio di abitanti sulla costa orientale del Peloponneso, a due ore da Atene, dove il tempo scorre a una velocità che non trovi facilmente in Europa.
Cinque giorni. Una villa in pietra con la piscina sul golfo. Il mare trasparente a pochi minuti. Le serate con il pesce fresco e la luna rossa sull’acqua. E l’ultimo giorno, Atene e il Partenone, perché la storia prima o poi ti chiama, e non ha senso ignorarla.
Questo è il racconto di un viaggio che non stavo cercando e che non dimenticherò.
Viaggio nel Peloponneso. Base a Kiveri e la Villa Kivis
Kiveri si annuncia con una discesa. La strada scende verso il mare tra uliveti e macchia mediterranea, e a un certo punto appare il golfo. Piatto, azzurro, silenzioso. Il paese è piccolo sul serio: qualche via, qualche casa in pietra, una taverna storica. Non c’è molto altro, e questa è esattamente la sua forza.


La Villa Kivis — inserire il link di Booking.com — è costruita sulla collina sopra il paese, tra gli ulivi. Muri in pietra locale, travi a vista, una cucina all’aperto con il barbecue in muratura attorno a cui si vive la maggior parte della vacanza. La piscina a sfioro non ha bordo visibile: l’acqua finisce e comincia il golfo, senza soluzione di continuità. Dal bordo si vedono le montagne dall’altra parte, Paralio Astros sulla costa di fronte, e qualche isola all’orizzonte che non riesci mai a identificare con certezza.
Svegliarsi lì ha un effetto specifico: rallenta tutto. La colazione si allunga, il caffè si beve due volte, i ragazzi saltano in piscina prima ancora di fare colazione. Non c’è fretta. Non c’è motivo di averne.

Le serate attorno al barbecue in pietra valgono da sole metà della vacanza. Infatti, tra carne alla brace, vino greco, il golfo si scurisce mentre si mangia. Il tipo di cene che durano tre ore senza che nessuno se ne accorga.
Viaggio nel Peloponneso. Le spiagge, dal porto di Paralio Astros alla Glyfada Beach
Paralio Astros: il porto, il vicolo, il tavolo verde sul mare


A pochi minuti da Kiveri, Paralio Astros è il centro più vicino con un porto vero. Non aspettarti movida o locali alla moda: al contrario, aspettati un lungomare che finisce su un porticciolo con le barche a vela, tavolini verdi consumati dal sole disposti direttamente sull’acqua, e una trattoria greca dove mangiano i locali.
C’è un vicolo bianco che attraversa il centro del paese e sbuca sul mare. La foto che ne viene fuori — pareti imbiancate a calce, vecchie sedie arancioni appoggiate al muro, e in fondo un rettangolo di Mediterraneo intenso — è una delle immagini più oneste di questo viaggio. Non è messa in scena. È semplicemente così.

Il corso principale di Paralio Astros, lastricato in pietra, con le case in pietra calcarea sui lati e i tavoli dei bar sotto gli alberi, si percorre in dieci minuti. Vale percorrerlo lentamente, nelle ore centrali quando è quasi deserto e l’ombra è l’unica cosa che si muove.

Il libro di questo viaggio
Il Colosso di Marussi
Henry Miller
L’ho riletto camminando tra rovine che nessuna guida aveva ancora consumato. Miller aveva visto la stessa Grecia, quella che non si lascia fotografare, solo sentire.
Viaggio nel Peloponneso: Glyfada Beach, l’angolo per le famiglie
Circa 15-20 km a sud di Kiveri, la Glyfada Beach è il posto giusto per le famiglie. Spiaggia di sassi e sabbia mista, acqua che diventa trasparente come vetro già a pochi metri dalla riva, il tipo di acqua in cui si vedono i sassi sul fondo anche a tre metri di profondità. Ombrelloni di paglia, sdraio colorate, un giardino verde tra la strada e il mare con piante di banana che non ti aspetti.




Inoltre, il Glyfada Beach Restaurant annesso alla spiaggia serve cucina greca a prezzi da locale vero: tzatziki a 4 euro, calamari a 13, pesce del giorno a richiesta. Il menù è scritto in greco e viene tradotto a voce. La foto di gruppo che ci siamo fatti lì — ragazzi e adulti mescolati, il mare sullo sfondo, bicchieri d’acqua e lattine di Fanta sul tavolo — è quella che racchiude meglio il tono del viaggio.


Viaggio nel Peloponneso. Le serate: Myloi, la Taverna To Pournari e la luna rossa
Le serate di questo viaggio hanno un’architettura precisa: si parte dal barbecue in villa, si arriva al mare, si finisce tardi con la luna già alta.


A Myloi, piccolo borgo a una manciata di km da Kiveri, il lungomare si percorre a piedi sul selciato di pietra irregolare mentre il cielo cambia colore. Il ristorante Faros è lì, a due passi dal mare: luci di lanterne appese al soffitto, tavoli bianchi, palme che si stagliavano contro il tramonto quando ci siamo seduti. Pesce fresco del giorno, vino locale, il tipo di pasto che funziona perché niente è complicato.

A Kiveri invece c’è la Taverna To Pournari, aperta dal 1876, porta in legno scrostata, lanterne rosse ai lati dei gradini, muri bianchi e gerani. Il tipo di posto che non fa niente per sembrare caratteristico e per questo lo è davvero. Infatti, l’agnello che servono qui è la ragione principale per tornare: cotto lentamente, con quella morbidezza che non si ottiene in fretta. Abbiamo finito il piatto in silenzio, che è la forma di complimento più sincera.
Poi la passeggiata notturna sulla spiaggia. La luna rossa, bassa sull’orizzonte, che si rifletteva sull’acqua come un faro era la cosa meno prevedibile della serata. Gli ombrelloni di paglia in ombra, la sabbia chiara sotto i piedi, le luci del paese che tremavano sull’acqua dall’altra parte. Sono quelle le immagini che restano, non quelle che si pianificano.
Viaggio nel Peloponneso: il Canale di Corinto e il Partenone
Il Canale di Corinto: un taglio nella roccia
Sulla strada per Atene si passa sopra il Canale di Corinto. Ti fermi sul ponte, ti avvicini alla ringhiera e guardi giù: pareti rocciose verticali che scendono per 80 metri, e in fondo un nastro d’acqua turchese stretto e perfetto che collega due mari. Iniziato nell’antichità, completato nel 1893, è lungo circa 6 km e largo appena 24 metri — così stretto che le navi oggi lo usano poco, ma la vista dall’alto è una di quelle cose che non si descrivono bene senza sembrare esagerati. Ci si ferma, si guarda a lungo, si riparte.

Atene e il Partenone: la fatica che vale
Il Partenone si vede da mezza Atene. Ma vederlo da lontano non prepara a quello che senti quando ci sei sotto. Di conseguenza, la salita sull’Acropoli, in giugno, con il sole che non fa sconti, e una fatica seria. I gradini sono sconnessi, la pietra bianca riverbera il calore, e c’e gente ovunque: famiglie, gruppi con le guide, ragazzi con gli zainetti. Tutto quello che ci si aspetta.



Poi arrivi davanti al Partenone. Le colonne doriche alte 10 metri, la pietra color miele sotto il sole diretto, i ponteggi del restauro che non rovinano niente ma raccontano che questo posto è ancora vivo, ancora in costruzione, o meglio in ricostruzione, come se 2500 anni non bastassero a finirlo. Frammenti di capitelli e rocchi di colonna sparsi a terra come pezzi di un puzzle infinito. Il cielo blu intenso dietro. Nessuna fotografia rende la scala. Bisogna esserci.

I ragazzi, che per tutta la vacanza avevano pensato principalmente alla piscina e al mare, erano fermi. Anche loro. Certe cose funzionano a qualsiasi età.
Viaggio nel Peloponneso: quello che resta di cinque giorni.
Sono tornata con qualcosa di difficile da spiegare. Non la stanchezza del viaggio itinerante, non la soddisfazione di aver “visto tutto”. Qualcosa di più lento: la colazione sul bordo della piscina con il golfo di fronte. L’agnello alla Taverna To Pournari. La luna rossa sugli ombrelloni di paglia. Il silenzio di Kiveri alle otto di mattina.
Questa parte di Grecia non si vende bene. Tuttavia, anche se non ha lo skyline instagrammabile di Santorini né la storia raccontata sui depliant di Atene. Ha qualcosa di più difficile da fotografare: la sensazione che il tempo, lì, scorra a una velocità diversa. E che tu possa scegliere di seguirlo.
Tornerei. Senza pensarci.

Guida pratica prima di partire per un viaggio nel Peloponneso
Giugno è il momento migliore: mare già caldo, temperature tra 25 e 32°C, ancora poca gente. Luglio e agosto sono più caldi e leggermente più affollati ma il Peloponneso orientale non raggiunge mai la saturazione turistica delle isole. Settembre è tuttavia un’ottima alternativa: acqua calda, luce perfetta, prezzi in calo.
Voli diretti da Roma con Ryanair e Vueling per Atene. Durata circa 2 ore e 15 minuti. Tuttavia, iin alta stagione i prezzi oscillano tra i 100 e i 220€ a/r se si prenota con 6-8 settimane di anticipo. Dall’aeroporto di Atene a Kiveri: auto a noleggio obbligatoria, circa 2 ore di autostrada (E94 direzione Corinto, poi costa orientale del Peloponneso). In auto si passa obbligatoriamente dal Canale di Corinto: vale fermarsi.
L’auto è indispensabile poiché i mezzi pubblici non coprono le spiagge e i paesi della zona. Le distanze tuttavia sono brevi: Paralio Astros è a 5 minuti, Myloi a 10, Glyfada Beach a 20. Atene dista circa 2 ore. La strada costiera è panoramica e facile da guidare.
La soluzione migliore per questo tipo di vacanza è la villa con piscina privata sia per il comfort che per il rapporto qualità/prezzo in gruppo.
Villa Kivis: villa in pietra con piscina a sfioro, cucina esterna con barbecue in muratura, vista sul Golfo Argolico. Ideale per gruppi di famiglie o amici (6-8 persone). Prenota con almeno 2-3 mesi di anticipo per l’estate.
- Volo a/r da Roma, alta stagione: 120-200€
- Villa Kivis, 5 notti divise per 6-8 persone: 80-120€ a notte a persona
- Noleggio auto, 5 giorni (1 auto ogni 4 persone): 40-60€ a persona
- Vitto: 20-35€ al giorno mangiando fuori a pranzo o cena
- Ingressi (Acropoli di Atene ~30€, Canale di Corinto gratuito): 30€ totali
In conclusione, il Budget complessivo stimato a persona: 650-1.000€ voli inclusi, 5 giorni in alta stagione
- Scarpe comode con suola robusta. Infatti, la salita all’Acropoli è su pietra irregolare e scivola.
- Crema solare alta: il sole greco in giugno è aggressivo, soprattutto in acqua e sulle spiagge di sassi bianchi.
- Costume sempre accessibile: si alterna la piscina al mare più volte al giorno.
- Un layer per la sera: le notti sul golfo sono fresche anche in piena estate.
- Contanti in euro, dal momento che molte taverne locali non accettano carte. Portare sempre qualche banconota.
In effetti, la regola che vale ovunque in Grecia vale doppio qui: i posti migliori non hanno insegne elaborate. Si riconoscono dal fatto che ci mangiano i locali, che il menù è scritto in greco e che qualcuno ti viene a spiegare cosa c’è di fresco oggi.
- Taverna To Pournari, Kiveri, aperta dal 1876. L’agnello è il piatto da ordinare senza discussioni. Ambiente autentico, prezzi onesti. Aperta a cena.
- Ristorante Faros, Myloi, sul lungomare, pesce del giorno, ottimo per le cene al tramonto.
- Glyfada Beach Restaurant, Glyfada Beach. Cucina greca classica direttamente sulla spiaggia. Ideale per il pranzo dopo il bagno. Tzatziki 4€, calamari 13€.
Ti ringrazio per averlo letto
Viaggio nel Peloponneso: siti di riferimento per organizzare il tuo viaggio
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