I Paesi Baschi non sono la Spagna e lo capisce chi ci va
Un itinerario nei Paesi Baschi aspettandosi la Spagna è il modo più veloce per restare sorpresi. La segnaletica è in basco prima che in spagnolo. I menù nei bar sono in euskara. La gente parla spagnolo come fosse una lingua straniera tra le tante, non la propria. L’identità basca non è folklore da esportazione, è qualcosa di radicato, visibile in ogni cosa, portato con una naturalezza che non ha bisogno di essere difesa.
In sei giorni si riesce a vedere tutto quello che conta: Bilbao con il suo doppio volto di città vecchia e città nuova, il Guggenheim che da solo vale il viaggio, poi la costa con Gernika, l’isola di San Juan de Gaztelugatxe e i borghi di pescatori. Infine, San Sebastián, la città che riesce a mettere insieme belle époque, oceano, surf e pintxos senza che niente sembri fuori posto. Un avvertimento prima di partire: piove. Anche in estate. I Paesi Baschi hanno un clima oceanico che non fa sconti a nessun mese dell’anno. Una giacca impermeabile non è un consiglio precauzionale. E’ una necessità.
Itinerario nei Paesi Baschi: Giorni 1 e 2 – Bilbao la città che si è reinventata
Il Casco Viejo: dove comincia l’itinerario nei Paesi Baschi

Si arriva nel pomeriggio e si va direttamente nel Casco Viejo. Un dedalo di stradine, bar, chiese, piazze gremite di gente a qualsiasi ora. Le Siete Calles, le sette strade originali di Bilbao che risalgono al XIV secolo, sono il nucleo da cui si irradia tutto il resto. Camminandoci dentro ho avuto una sensazione inaspettata: i vicoli, il rumore, gli odori che escono dai bar mi hanno riportato a Napoli. Non so se sia il caos controllato o la densità umana a certe ore, ma il parallelo non è sbagliato.
Plaza Nueva e la Cattedrale di Santiago tra pintxos e segreti
La prima tappa è Plaza Nueva, la piazza coperta di pintxos bar dove bambini e adulti mangiano fianco a fianco. Come previsto, non abbiamo resistito: sosta al Gure Toki, uno dei migliori della piazza. Merita davvero. Poi la Cattedrale de Santiago, la più antica di Bilbao si nasconde tra i vicoli ed appare all’improvviso, più grande di quanto ci si aspetti.
Il Parco de Etxebarria: il punto panoramico più bello su Bilbao


Il punto panoramico migliore del primo giorno del nostro itinerario nei Paesi Baschi è il Parco de Etxebarria. Si sale per una scalinata dal quartiere, si arriva su un’area verde che domina la città. Il fiume Ria de Nervión scorre sinuoso tra le colline verdi, e sullo sfondo rimane il contrasto post-industriale della città bassa. Al tramonto la luce fa il resto.
Dove mangiare a Bilbao: il Mercato de la Ribera e Marzana Taberna
Infine, la sera, aperitivo al Marzana Taberna sulla sponda opposta del fiume, locale alternativo, musica all’esterno, giovani che ballano per strada. Cena al Mercato de la Ribera: piano superiore, bancone di pintxos, tavolini all’aperto con vista sull’acqua. Il posto giusto per capire come si mangia a Bilbao.


Il Museo Guggenheim e la Bilbao nuova, architettura e titanio del nostro itinerario nei Paesi Baschi
Il secondo giorno è dedicato alla città nuova. Si segue la sponda orientale del fiume fino al Ponte Zubizuri di Calatrava a forma d’onda, ferro bianco. Dall’altra parte, il Museo Guggenheim.
Guggenheim
Il Guggenheim è una di quelle cose che si vede in mille foto e poi, dal vivo, è diverso da tutte. Non più grande, le proporzioni sono più umane di quanto sembrino nelle immagini aeree. Ma la superficie in titanio cambia colore con la luce, le curve si fondono con il fiume, e ogni angolazione restituisce qualcosa di diverso. Dentro, tre piani di arte contemporanea, quasi tre ore per vederla tutta. In sintesi, un passaggio obbligato che giustifica da solo la visita alla città.
Parque de Doña Casilda
Nel pomeriggio, pranzo su Iparraguirre Kalea, la strada elegante dei pintxos bar. Poi il Parque de Doña Casilda, uno stagno con anatre e cigni nel mezzo della città che ci regala dieci minuti di pace.
Estadio San Mamés
Infine, deviazione per lo Estadio San Mamés: il museo dell’Atletico Bilbao include un percorso che porta in campo, negli spogliatoi e nella sala stampa. Vale anche per chi non è tifoso. La sera: Plaza Moyua, i palazzi eleganti che la circondano, poi cena al Ledesma n. 5, il pintxos bar più amato di Bilbao. Arrivate presto o prenotate.




Itinerario nei Paesi Baschi: Giorno 3 – Gernika e la splendida costa dei Paesi Baschi
Visita a Gernika: il peso della storia e il Museo de la Paz
Il terzo giorno si noleggia l’auto. Prima di uscire da Bilbao effettuiamo una sosta sul Puente de la Salve per vedere il Guggenheim dall’alto, in uno di quei punti panoramici che cambiano la prospettiva sull’edificio. Dopo 35 minuti di strada si arriva a Gernika. La città fu rasa al suolo nel 1937 da un bombardamento franchista, il primo attacco aereo deliberato contro una popolazione civile nella storia europea. È stata ricostruita, ma le ferite sono ancora visibili a chi sa guardarle. Il Museo de la Paz racconta quella storia con materiali audiovisivi che non lasciano spazio all’indifferenza. È una visita che colpisce e fa stare in silenzio. Fuori, in Calle Pablo Picasso, si pranzo bene tra bar e ristoranti locali.


Il libro di questo viaggio
Fiesta
Ernest Hemingway
Hemingway scrive i Paesi Baschi — Pamplona, la Navarra, il Nord della Spagna — con una ammirazione quasi reverenziale per quella cultura che non si piega, che ha i propri riti, il proprio tempo, la propria misura del coraggio.
Cosa vedere sulla costa: la riserva di Urdaibai e Mundaka
Mundaka, la patria del surf
La strada verso la costa costeggia la riserva della biosfera di Urdaibai: natura incontaminata, fiordi, isolette verdeggianti che emergono da un mare che avanza e viene respinto. Quando la strada raggiunge il mare il paesaggio cambia registro in modo brusco. Mundaka è universalmente riconosciuta come la patria del surf europeo: porto piccolo, piazza sul mare, giovani con le tavole. Vale una sosta.
Come visitare San Juan de Gaztelugatxe (e consigli sulla prenotazione)
Subito dopo, l’isola di San Juan de Gaztelugatxe è la cosa visivamente più forte della costa basca e forse di tutto il nostro itinerario nei Paesi Baschi. Il percorso dall’auto all’isola è di circa 3 km: discesa ripida, tratto pianeggiante sulla spiaggia, poi la salita lungo le pendici del monte Burgoa.
Durante la discesa si apre un paesaggio quasi drammatico: scogliere, oceano, il sentiero che si snoda verso l’isolotto con la cappella in cima. Chi ha visto il Trono di Spade riconoscerà le scene girate qui. Attenzione: la prenotazione online è obbligatoria. L’ingresso è gratuito ma senza la ricevuta non si entra. Non c’è biglietteria in loco.
Cena a Lekeitio: atmosfere autentiche in un borgo di pescatori
Cena a Lekeito: borgata di pescatori su una piccola insenatura, porto animato, piazza con ristoranti di pesce. In particolare, al Goitiko Jatetxea, di fronte al porto, si mangia bene a prezzi onesti.




Itinerario nei Paesi Baschi: Giorno 4 e 5 – Da Getaria a San Sebastián, tra moda e oceano
Cosa vedere a Getaria e il Museo Cristobal Balenciaga
Mattina grigia e piovosa, quasi normale. Si parte verso Getaria, porto di pescatori medievale che non ha niente della cosmopolita San Sebastián né del fascino post-industriale di Bilbao. Viottoli, piazzette, cucina di pesce. La visita più sorprendente è il Museo Cristobal Balenciaga: un viaggio nell’alta moda basca, nato proprio qui. Non è il tipo di museo che ci si aspetta in un paese di pescatori, ed è esattamente per questo che colpisce.
San Sebastian e la città vecchia
Meno di un’ora d’auto e si arriva a San Sebastián. Nonostante la pioggia, l’impatto è immediato: una città costruita su colline e baie successive, lungomare belle époque che sembra Parigi affacciata sull’oceano. Nel pomeriggio: la Basilica de Santa Maria del Coro, quasi nascosta tra i vicoli, maestosa appena ci si trova davanti. Poi, Plaza de la Constitución: sulle facciate dei palazzi sono ancora visibili i numeri che identificavano i posti per gli spettatori delle corride. Si esce dalla parte vieja e si segue il Rio Urumea fino al Kursal, il centro espositivo moderno con il pontile sull’oceano.


Al tramonto, da quel pontile, i surfisti nella Playa de la Zurriola e la luce sull’acqua sono lo spettacolo giusto per finire il giorno.
ll Museo San Telmo e Playa de la Zurriola, la spiaggia dei surfisti
La mattina al Museo San Telmo: cultura basca e opere di artisti locali. Poi Playa de la Zurriola, la spiaggia dei surfisti — correnti forti, onde perfette, scuole di surf per bambini lungo tutta la riva.


Playa de la Concha: la spiaggia simbolo del nostro itinerario nei Paesi Baschi
Nel pomeriggio, la spiaggia che tutti vengono a vedere: Playa de la Concha. Ha la forma di mezzaluna, la sabbia soffice ed onde delicate. E’ abbastanza grande da non farti sentire schiacciato anche in agosto. L’Ayuntamiento, l’ex casinò diventato municipio, domina la promenade con una grandiosità che si addice al suo passato. Il bagno nell’oceano, con l’acqua fredda. Vale assolutamente.



Salita al Monte Igueldo in funicolare: il tramonto più bello
Verso il tramonto, il bus 16 da Playa de la Concha fino a Plaza del Funicular e poi la vecchia cremagliera che sale le pendici del Monte Igueldo. In cima, una delle terrazze panoramiche più belle del nostro itinerario nei Paesi Baschi. Playa de la Concha, Monte Urgull, Playa de la Zurriola, la città che si estende verso l’interno, i monti, l’oceano: tutto in un colpo d’occhio. La luce del sole che muore nel mare e quella del faro che prende forza. È il tipo di tramonto che giustifica tutto il resto.




Cosa lascia un viaggio nei Paesi Baschi: le mie conclusioni
L’itineraio nei Paesi Baschi non si dimentica per un monumento in particolare. Si ricorda per un insieme di cose che non ti aspettavi di trovare insieme: il Guggenheim che si fonde con il fiume, il silenzio pesante del Museo di Gernika, il paesaggio quasi irreale di San Juan de Gaztelugatxe, la luce del faro sul Monte Igueldo che prende forza mentre il sole scompare nell’oceano.
Ed i pintxos. I pintxos si ricordano sempre.



Guida pratica per un itinerario nei Paesi Baschi: voli, hotel e budget
Maggio–giugno e settembre sono i momenti migliori per un itinerario nei Paesi Baschi dal momento che il clima è più stabile, ci sono meno turisti ed i prezzi sono nella media. L’estate è alta stagione ma è anche il periodo più piovoso; i Paesi Baschi hanno un clima oceanico che non garantisce sole nemmeno in luglio e agosto. Per questo, una giacca impermeabile è obbligatoria in qualsiasi periodo.
Voli diretti da Roma con Volotea (Fiumicino), Vueling e Iberia. Durata circa 2 ore e mezza. In alta stagione: 150–300€ a/r con 4–6 settimane di anticipo. Agosto è il mese più caro: prenota con almeno 2 mesi di anticipo. Dall’aeroporto di Bilbao al centro: bus A3247 (3€, fermata all’uscita degli arrivi). Taxi circa 25–30€.
A Bilbao e San Sebastián: metro, tram e bus coprono tutto. L’auto è inutile in città. La Barik card (ricaricabile) funziona su tutti i mezzi pubblici della regione.
Per la costa basca (Gernika, Mundaka, San Juan de Gaztelugatxe) l’auto è indispensabile: i mezzi pubblici non raggiungono i punti più interessanti. Noleggio consigliato solo per i giorni della costa.
A Bilbao: Casco Viejo o città nuova, entrambe ottime basi. Un hotel 3 stelle in zona centrale: 70–130€ a notte in estate.
Per la notte sulla costa: una casa rural è la scelta giusta: ha più carattere ed i prezzi spesso più bassi degli hotel. Consiglio la posizione tra le montagne.
A San Sebastián: le pensioni nel centro antico sono la sistemazione più diffusa e spesso la migliore per qualità/prezzo. Aspettatevi però 80–150€ a notte in alta stagione.
- Volo a/r da Roma, alta stagione: 150–280€ a persona
- Alloggio, 5 notti (hotel/pension, media tra le destinazioni): 80–130€ a notte
- Noleggio auto per 2 giorni (costa): 50–80€ totali
- Ingressi principali (Guggenheim ~25€, Balenciaga ~12€, Museo de la Paz ~6€, San Mamés ~18€): 60–80€ totali
- Vitto: 25–40€ al giorno tra pintxos e ristoranti locali
Budget complessivo stimato a persona per il nostro itineraio nei Paesi Baschi: 850–1.300€ voli inclusi, 6 giorni in alta stagione. In primavera o settembre: 650–1.000€.
- Giacca impermeabile leggera — obbligatoria in qualsiasi mese.
- Scarpe comode e resistenti all’acqua: selciati del Casco Viejo e sentieri della costa si camminano molto.
- Un layer caldo: le serate sulla costa possono essere fresche anche in agosto.
- Prenotazione per San Juan de Gaztelugatxe: obbligatoria, gratuita, senza di essa non si entra.
- Prenotazione per il Guggenheim: consigliata in alta stagione.
I pintxos sono l’unità di misura della cucina basca: piccoli bocconi su fetta di pane, esposti sul bancone, cambiati più volte al giorno nei bar migliori. Non sono tapas, hanno una complessità e una cura che li mette in un’altra categoria. La regola: più il bar sembra frequentato dai locali, meglio si mangia.
Il txakoli è il vino bianco locale, leggermente frizzante, acido, perfetto con il pesce. Si versa dall’alto per ossigenarlo ed il gesto fa parte del rito. Ordinatelo ovunque.

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