Città imperiali del Marocco: Marrakech, Meknes, Fes, Rabat

Questo è l’itinerario delle città imperiali del Marocco: 6 giorni tra Marrakech, Meknes, Fes e Rabat.

Questo itinerario attraversa le città imperiali del Marocco da sud a nord: sei giorni per capire che vale la pena tornare. Il Marocco non si capisce subito: Marrakech, Fes e Rabat sono un paese che lavora su tutti i sensi contemporaneamente. L’odore delle spezie nei souk, il suono dei fabbri nel vicolo accanto, la luce ocra che rimbalza sui muri della medina, il tè versato dall’alto con quella cerimonialità precisa che non ha niente di casuale. Ci vuole un po’ prima che il cervello smetta di registrare tutto come stimolo e cominci a vedere le cose per quello che sono.

L’itinerario delle città imperiali del Marocco funziona perché ogni tappa è radicalmente diversa. Marrakech è un vulcano: colori, suoni, movimento continuo. Fes è più silenziosa e più antica, con quella sensazione di camminare dentro qualcosa che esiste da prima di te. Rabat sorprende: verde, aperta, affacciata sull’oceano. Infine, Casablanca è il motore economico del paese, con una moschea che da sola giustifica la deviazione.

In sintesi, sei giorni non bastano per capire il Marocco. Bastano per capire che vale la pena tornare.

Giorno 1: Marrakech — la città imperiale del Marocco che non si ferma mai

I Jardins de la Menara

Il Palazzo della Bahia e il Museo Dar Si Said

Jamaa El Fna

La piazza Jamaa El Fna è il centro di gravità della città. Di mattina: succhi, venditori, turisti. Poi al tramonto gli chef montano i banchi della ristorazione di strada e la piazza diventa un mercato del cibo all’aperto dove l’odore del kebab si mescola con il fumo dei bracieri. È uno spettacolo che va in scena da secoli, ogni giorno, senza che nessuno l’abbia programmato.

Il souk Haddaline

Dalla piazza verso nord si entra nei souk della Medina. Il tratto più memorabile è il souk Haddaline: il rumore della lavorazione dei metalli è continuo, i fabbri lavorano a vista. Un paradiso per chi fotografa.

Città imperiali del Marocco: Jemaa el-Fna ed il mercato a Marrakech
Città imperiali del Marocco: Jemaa el-Fna ed il mercato a Marrakech

Giorno 2: da Marrakech a Fes attraverso il Medio Atlante

Città imperiali del Marocco: Fes

La strada da Marrakech a Fes

La strada verso Fes è il Marocco che non appare nelle brochure. Appena fuori Marrakech, la città si dirada in una periferia ancora alla ricerca di sé stessa, e poi sparisce. Tuttavia, quello che rimane è un deserto di pietre: rocce levigate dal vento fino all’orizzonte, pianura silenziosa interrotta solo dalle corsie in terra battuta ai lati della strada, percorse da muli carichi di provviste. In certi punti abbiamo visto donne e bambini vendere pane azzimo sul ciglio della strada con una dignità tranquilla che non chiedeva niente. Ci siamo fermati. Vale farlo.

Khenifra e Ifrane

Tappa pranzo a Khenifra, cucina tipica all’Hôtel Café Restaurant de France. Poi si sale verso Ifrane: stazione di villeggiatura nel Medio Atlante che sembra un paese alpino capitato per errore in Africa: case in legno, tavolini all’aperto, famiglie in vacanza. L’icona del posto è la statua dell’ultimo leone selvatico dell’Atlante, ucciso negli anni Venti. È lì in una piazzola verde, immobile, come se aspettasse qualcosa che non arriverà più. Non è un dettaglio allegro. È il tipo che resta.

Giorno 3: Fes — la città imperiale del Marocco che ti aspetta

Città imperiali del Marocco: Fes

Borj Nord e la vista sulla medina

Prima di scendere nella medina vale la pena salire a Borj Nord, la fortezza sulla collina: la vista sull’intera città permette di capire l’estensione della medina prima di perdersi dentro. È la cartina che serve.

La medina di Fes

La Medina di Fes è una delle più vaste e meglio conservate al mondo. Non a caso, nei vicoli a tratti così stretti, la luce del sole non arriva. Piazze improvvisate dove si vendono verdure, spezie e animali vivi fianco a fianco. Sul percorso si trova l’ingresso dell’Università Islamica Kairaouine, la più antica al mondo, con un cortile in marmo giallo, verde e nero che vale lo sguardo. Subito dopo, la Medersa el-Attarine, appena restaurata. Infine, il Museo Nejjarine: sulla terrazza si ammira una delle viste migliori sulla medina dall’interno.

Città imperiali del Marocco: Fes
Città imperiali del Marocco: Fes
Città imperiali del Marocco: Fes

Le concerie Chaouwara di Fes

Le concerie Chaouwara sono la cosa che si ricorda di più. Sebbene all’ingresso ti diano un mazzetto di menta da tenere sotto il naso, l’odore della concia è persistente e acre. La vista dall’alto, dalle terrazze dei negozi che si affacciano sulle vasche di tinte naturali, è una delle più fotografate del Marocco. Tuttavia, entrambe le cose sono vere allo stesso tempo.

La Nuova Fes

Infine, Ia giornata si è conclusa con una passeggiata sull’Avenue Hassan II, il viale alberato della Nuova Fes. Tè marocchino servito con quella lentezza rituale che qui non è inefficienza, è rispetto.

Città imperiali del Marocco: Fes
Città imperiali del Marocco: la conceria a Fes
Città imperiali del Marocco: la conceria a Fes
Città imperiali del Marocco: la conceria a Fes

Giorno 4: Meknes, Rabat, Casablanca

Città imperiali del Marocco: Rabat

Meknes

Meknes vive nell’ombra delle altre città imperiali del Marocco più famose. A torto. Infatti, la Bab el-Mansour è la porta monumentale meglio conservata del Marocco: archi intrecciati, mosaici, decori in zellige. Il Mausoleo di Moulay Ismail, appena riaperto dopo il restauro, è forse l’esempio più raffinato di artigianato marocchino dell’intero viaggio.

Rabat

Rabat, fra le città imperiali del Marocco, è la prima città del viaggio che non sembra marocchina nel senso convenzionale. È verde, ordinata, bianca, dopo giorni di ocra e arancio, il bianco delle pareti della medina è quasi straniante.

Il Mausoleo Mohammed V e la Torre Hassan, 44 metri tutt’ora incompiuti, coesistono a dieci metri di distanza: la torre spezzata e il mausoleo rifinito in ogni dettaglio. È uno di quei contrasti che non servono spiegazioni.

La Kasbah les Oudaias, arroccata su un promontorio sull’oceano, ha la vista migliore di tutta la città: l’estuario, le spiagge e Salè dall’altra parte dell’acqua. Ugualmente, i Giardini Andalusi fuori dalla Kasbah offrono ombra e silenzio dopo ore di cammino. Prendersi dieci minuti lì dentro è stata la scelta giusta.

Casablanca

Città imperiali del Marocco: Rabat
Città imperiali del Marocco: Rabat
Città imperiali del Marocco: Rabat

Il libro di questo viaggio

Gli amanti di Casablanca

Ben Jelloun

L’ho comprato in una libreria di Marrakech che sembrava nascondersi dal mondo. Ben Jelloun racconta il Marocco che non finisce nelle guide, quello che ti entra dentro e non se ne va.

Giorno 5: Casablanca, la Moschea Hassan II e il ritorno a Marrakech

Casablanca e la Moschea Hassan II

Giorno 6: Valle dell’Ourika e Giardini Majorelle

Viaggio nella valle dell’Ourika

Si parte presto verso la valle dell’Ourika, 45 minuti a sud di Marrakech. La strada attraversa una periferia in espansione rapida, condomini lussuosi ancora in costruzione, lusso e cantiere fianco a fianco, prima di aprirsi su una valle sorprendentemente verde, con botteghe di artigianato e tappeti berberi colorati esposti su ogni muro. Il centro dell’Ourika si sviluppa lungo il fiume, i tavoli dei ristoranti sono praticamente sull’acqua.

La vita semplice dei centri rurali

Durante il rientro, una deviazione sulla sinistra porta in un piccolo centro rurale che non è su nessuna guida. Strade sterrate, case basse, silenzio. Una famiglia del posto ci ha aperto la porta di casa. Siamo entrati. Gli ambienti erano semplici, tappeti sul pavimento, pareti bianche, luce che filtrava da una finestra piccola ma il senso di vita che emanavano era reale: i valori berberi nell’accoglienza, la tradizione in ogni oggetto, la generosità di chi non ha molto ma non te lo fa pesare. È stato il momento più vero del viaggio. Il tipo di cosa per cui vale fare la deviazione.

I Giardini Majorelle

Città imperiali del Marocco: i Giardini Majorelle a Marrakech
Città imperiali del Marocco: i Giardini Majorelle a Marrakech

Conclusione: quello che il Marocco lascia

Guida pratica: tutto quello che devi sapere prima di partire

  • Volo a/r da Roma, alta stagione: 200–320€ a persona
  • Hotel 3-4 stelle, 6 notti (media tra le città): 60–100€ a notte
  • Tour organizzato con guida e trasporti interni: 150–300€ a persona
  • Ingressi principali (Palazzo Bahia, Mausoleo, Moschea Hassan II, concerie, musei): 40–60€ totali
  • Vitto: 15–25€ al giorno fuori dai circuiti turistici

In conclusione, Budget complessivo stimato a persona: 750–1.200€ voli inclusi, 6 giorni in alta stagione. In primavera o autunno: 600–1.000€.

Per qualsiasi domanda scrivimi nel form dei contatti, ti rispondo subito.

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Link utili

Vista il sito ufficiale del turismo in Marocco: visitmarocco.com
Ordina la guida dal sito lonelyplanet.com
Visita il portale istituzionale del Regno del Marocco

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